Napoli ancora tu Con te è un altro viaggio nella stori4
Francesco Zagami Alfredo Trovato
Verlag: Youcanprint
Beschreibung
Storia del quarto scudetto del Napoli pubblicato con Youcanprint
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Storia del quarto scudetto del Napoli pubblicato con Youcanprint
Alla partenza del Giro d'Italia del 1961 Arnaldo Pambianco, romagnolo di collina, venticinque anni, è un bel corridore, ma non un campione. Per questo nessuno s'aspetta che, tre settimane dopo, possa arrivare primo in maglia rosa a Milano. A Bertinoro non se l'aspetta Fabiola, la morosa, e neppure il padre che nella sua bottega di macellaio quasi si taglia una mano da quanto è nervoso mentre ascolta alla radio le tappe del Giro. Non se l'aspettano i grandi avversari: Anquetil, Gaul e Rik Van Looy. Non se l'aspettano Idrio Bui e Waldemaro Bartolozzi, Pierino Baffi e Nino Assirelli, i compagni di maglia pronti a correre con lui e per lui; e forse neppure il commendator Giovanni Borghi, il re degli elettrodomestici, che ha voluto Pambianco capitano della squadra gemella dell'Ignis, la Fides. E invece succede proprio quello che nessuno si aspetta. In 1961 a raccontarci di quei memorabili otto giorni di inizio giugno, è lui, Arnaldo Pambianco, detto Gabanein, già garzone di macelleria, con la sua voce in presa diretta e con quella dei suoi compagni gregari. Un coro partecipato e commovente, un ritratto collettivo di un ciclismo schietto e popolare ancora orfano del grande Fausto Coppi e ancora alla ricerca di una sua taumaturgica epifania tra i tornanti innevati dello Stelvio, come solo la penna di Marco Ballestracci, grande cantastorie di fatiche e di beffe a pedali, poteva raccontare.Zum Buch
Il Giro d'Italia senza la TV, letto come un grande romanzo popolare, raccontato dalle voci dei grandi scrittori come Achille Campanile, Dino Buzzati, Vasco Pratolini, Emilio Salgari e tanti altri. Cosa spinge gli appassionati, ma anche i semplici curiosi, ad assieparsi ai lati delle strade, magari sotto un sole cocente, o un forte piovasco, per applaudire i ciclisti del Giro d'Italia? Cosa rappresenta per tutti noi la corsa a tappe nazionale? Cosa vi ricerchiamo? Certamente i campioni che amiamo, ma non solo. Ciascuno insegue con lo sguardo i ciclisti, cercando di acchiappare la coda del drago multicolore che sfuma dietro a una curva, a un tornante, ma anche un sogno, oppure un destino. A queste ed ad altre domande risponde questo testo originalissimo, che sta a metà strada tra la narrazione e la lezione universitaria, tra la cronaca sportiva e la storia letteraria. Oggetto principale del libro è il Giro ed i suoi eroi colti attraverso la lente d'ingrandimento di celebri giornalisti e di scrittori famosi, da Campanile a Buzzati, da Gatto a Pratolini dall'Ortese a Testori.Zum Buch
Che cosa hanno in comuna, a parte la loro tragica fine, Socrate, il filosofo ateniese che insegnava con il dialogo a "tirar fuori" le idee, e Marco Pantani, il Pirata, che andava più forte degli altri in salita per accorciare l'agonia? E che cosa rende le fatiche di Gino Bartali simili all'ascesi medievale e quelle di Fausto Coppi così prossime al meccanicismo cartesiano? Guardate la foto di Albert Einstein che piroetta felice in sella a una bicicletta e pensate alla sua celebre frase: "La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti", che è un po' la sintesi "a pedali" della sua Teoria della relatività. Oppure leggete La filosofia va in bicicletta. Ve lo spiegherà l'autore Walter Bernardi, tra una chiacchierata di filosofia e una scorribanda in sella sui colli tra Prato e Pistoia. Irreprensibile accademico tutto cattedra e biblioteca, già preside della facoltà di Lettere e filosofia all'Università di Siena, il professor Bernardi non ha più resistito all'ardente passione che covava n lui sotto la cenere fin dalla gioventù: e a quarant'anni si è comprato una bicicletta da corsa e si è messo a pedalare. Da quel momento ha praticato ogni giorno la sua personalissima ciclofilosofia dimostrando nei fatti quanto l'esercizio filosofico sia vicino alla pratica ciclistica. Con la leggerezza di uno scalatore, ce lo racconta in queste pagine andando in fuga con Talete di Mileto e Alfredo Binda, sfidando a cronometro Immanuel Kant ed Eddy Merckx e allo sprint Fiorenzo Magni e Friedrich Nietzsche…Zum Buch
Un professore fuori dell'ordinario fa lezioni in bicicletta insegnando storia, geografia e vita quotidiana. La sua è una forma di resistenza pacifica al degrado della scuola. Cosa accadrebbe se la scuola avesse le ruote? Ce lo racconta Emilio Rigatti in queste divertenti, ma anche commoventi pagine di "diario di campo" che partono dagli anni Ottanta, a quando lui insegnava in uno sperduto paesino della Carnia, a oggi. Ci spiega, attraverso le sue esperienze dirette, come la bicicletta sia uno dei modi migliori per andare in esplorazione del mondo e confrontare ciò che si è studiato nei libri con la realtà, in antitesi alle gite organizzate con l'autobus a noleggio, sorta di mordi e fuggi, Mc Donald delle esperienze. Rigatti mette le ruote alla scuola, pedala con i suoi alunni tra chiese e musei, parchi e aperta campagna, piccoli villaggi e strade bianche, a caccia di arte, storia e geografia, ma anche di divertimento e piccole disavventure. Insegna ai ragazzi la vita, assaporata lentamente, e a muoversi nel mondo anche senza il navigatore. La sua è una ricetta contro la modernizzazione imperante della scuola che vira verso l'appiattimento e l'omologazione, una pacifica resistenza a pedali, lenta ma continua. Regala consigli e aneddoti gustosi e alla fine del libro propone un vero manuale per provare a ripetere le sue esperienze di professore a pedali.Zum Buch
Parabiago: una città alle porte di Milano e due campioni del mondo di ciclismo su strada. Libero Ferrario, primo italiano a indossare la maglia iridata, Mondiali del 1923 - Zurigo (Svizzera), categoria dilettanti, e Giuseppe Saronni, iridato ai Mondiali del 1982 - Goodwood (Inghilterra), categoria professionisti. Tutti e due in volata: Ferrario su sei compagni di fuga, Saronni sul gruppo dei migliori. A cento anni dal trionfo inatteso di Ferrario e a quaranta da quello attesissimo di Saronni, qui si ricordano le due imprese. Luoghi e tempi, strade e cieli, compagni e avversari, emozioni e brividi, confidenze e retroscena.Zum Buch
Milena Morena Tartagni da piccola voleva fare la "corridora" e sognava di seguire le orme di Alfonsina Strada in sella alla sua bicicletta. È stata la prima atleta azzurra a salire sul podio dei mondiali di ciclismo del 1968 a Imola, ha stabilito il record del mondo dei 3 km su pista al Velodromo di Roma, vinto due medaglie d'argento ai campionati mondiali di Leicester e Mendrisio e ottenuto 10 titoli italiani su strada e su pista. Con coraggio e determinazione, in tempi eroici e difficili per il ciclismo femminile, ha collezionato 100 vittorie. Smontata dalla bici, ha ricoperto importanti ruoli nella Federazione ciclistica italiana ed è stata assessore allo sport e alle politiche giovanili nel comune di Senago. La storia di Morena è diventata un libro anche grazie a una promessa fatta a Paola, la sua compagna di una vita, al cui dolce ricordo è dedicato.Zum Buch