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Saggi di Estetica dello Sport - cover

Saggi di Estetica dello Sport

Emanuele Isidori, Maristella Trombetta, Andrea Baldini

Verlag: QUAPEG

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Beschreibung

Questo libro prende avvio da una convinzione metodologica prima ancora che tematica. Se lo sport è diventato uno dei grandi ambienti simbolici della contemporaneità, allora l’analisi interpretativa non può fermarsi alla superficie della prestazione, né ridursi a una descrizione tecnica dei gesti. L'obiettivo del volume, che raccoglie saggi di studiosi di estetica, intende andare oltre e indagare questa complessità, ritagliando all'estetica dello sport uno spazio di riflessione e ricerca autonomo e originale non solo nell'ambito delle scienze dello sport ma anche e soprattutto in quelle filosofiche. 
Verfügbar seit: 31.01.2026.

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    Tenendo presente la propria esperienza personale, l'autrice assume la prospettiva di bambini e bambine con autismo per descrivere ai docenti le «10 cose» essenziali da tenere a mente in classe: ad esempio, come comprendere gli schemi di pensiero e di elaborazione delle informazioni caratteristici dell'autismo, come realizzare un ambiente favorevole per l'apprendimento e come comunicare con le persone di ogni età con autismo in modo funzionale e significativo.
    
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    Siamo tutti sia insegnanti sia studenti e studentesse;
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    Penso in modo diverso. Fa' in modo che quello che insegni abbia senso per me;
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    Se non riusciamo a comunicare, nessuno di noi imparerà molto;
    Insegna a me nella mia interessa;
    Sii curioso, anzi… sii molto curioso!
    Posso fidarmi di te?
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    «C'erano, e ci sono tuttora, un grande bisogno e un crescente disponibilità a comprendere il mondo così come viene percepito dai bambini con autismo. Questo libro è diventato realtà principalmente per due ragioni. La prima è che, dal momento in cui ho sentito la parola "autismo" utilizzata in riferimento a mio figlio Bryce, sono stata determinata a far sì che la mia famiglia affrontasse il fatto senza risentimenti e senza recriminazioni, nel modo più costruttivo, positivo e sano possibile. La seconda ragione è che, sebbene avessi già (ovviamente) assunto il mio ruolo di genitore, mi sono presto resa conto che avrei dovuto rivestire anche quello dell'insegnante per molte, molte altre cose oltre alle buone maniere a tavola e all'allacciare le scarpe. Avrei dovuto insegnare cose che ancora non conoscevo neanche lontanamente. In altre parole, dovevo imparare prima di poter insegnare.»
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