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  • La scienza della libertà - A cosa serve la sociologia? - cover

    La scienza della libertà - A...

    Zygmunt Bauman

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    Zygmunt Bauman ci consegna un libro che è una dichiarazione appassionata dell'utilità delle scienze sociali, una sociologia che non si chiude nell'autoreferenzialità accademica e che non si dimentica di concepire l'essere umano come un soggetto attivo, capace di compiere scelte autonome.
    
    Che la sociologia viva oggi uno dei periodi più critici dalla sua nascita, e che cresca sempre più lo scetticismo di molti circa il suo valore e la sua funzione, è fuori di dubbio. È a partire da queste premesse che Zygmunt Bauman ci consegna un libro che è una dichiarazione appassionata, militante e cruciale dell'utilità delle scienze sociali. Egli si fa portavoce di una sociologia che non si chiude nell'autoreferenzialità accademica e che non si dimentica di concepire l'essere umano, oggetto dei suoi studi, come un soggetto attivo, capace di compiere scelte autonome. I sociologi, se vogliono essere all'altezza della propria missione, non devono limitarsi a condurre studi «oggettivi» e quantificabili come i fisici e i geologi, ma devono invece guardare al vissuto più intimo delle persone e, entrando in conversazione con loro, aiutarle a comprendere come le loro vicende umane vissute singolarmente si riflettano in contesti sociali più ampi e ne siano irrimediabilmente influenzate. Perché a questo serve, in fondo, la sociologia: ad aumentare la consapevolezza delle persone e, in tal modo, la loro libertà.
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  • Cultura profetica - Messaggi per i mondi a venire - cover

    Cultura profetica - Messaggi per...

    Anonym

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    Nel corso della storia i gruppi umani che si sono susseguiti hanno creato narrazioni diverse del mondo, vivendo così in mondi differenti. Ogni narrazione cosmologica, però, giunge al termine: il suo futuro si esaurisce e un'apocalisse la investe. Il nostro pianeta ha vissuto molte apocalissi storiche, come ciascuno di noi fa esperienza di svariate fini del mondo nel corso della propria vita.
    Come affrontare la sfida di lasciare un messaggio culturale fecondo a coloro che verranno dopo la fine del nostro futuro? Come possiamo contribuire alla creazione di nuovi mondi dalle rovine del nostro?
    Siamo davanti a un bivio: lasciare in eredità le scorie del nostro mondo distrutto e autodistruttivo, oppure una fertile bugia che ci conduca oltre la soglia della prossima apocalisse.
    Il profeta non conserva la cenere del mondo passato, ma immagina dei messaggi da inviare ai mondi alieni a venire.
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  • La narrativa dell'omicidio di Pamela Genini - cover

    La narrativa dell'omicidio di...

    Valerio Di Stefano

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    L’omicidio di Pamela Genini, che altri chiama impropriamente “femminicidio” è un atto di inaudita barbarie che grida vendetta. E va da sé che viviamo in uno Stato di diritto e non di vendetta. 
    Come tutto ciò che ci destabilizza e che assurge alle cronache, anche questo delitto è costituito da fatti e da narrativa. 
    I fatti sono noti (chi è stato ad ucciderla, con quante coltellate, in quale contesto e in quale circostanza specifica). La narrativa pure.
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  • Smith - cover

    Smith

    Stefano Fiori, AA. VV.

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    Adam Smith non fu solo il «fondatore dell'economia classica», ma fu anche il grande interprete della trasformazione epocale che portò all'economia di mercato. Filosofo morale di formazione, fornì con la sua opera un'acuta analisi sui princìpi che regolano il comportamento umano tanto nella sfera dell'agire economico quanto nella sfera delle relazioni sociali ed etiche. La condotta umana è spesso intenzionale, ma gli effetti globali delle azioni individuali sono non intenzionali, cioè non sono frutto di un progetto. È questo il principio espresso dalla mano invisibile. Lo stesso principio enuncia che azioni compiute perseguendo gli interessi personali possono generare un incremento di benessere pubblico, e che ciò consente che il mercato si autoregoli. Ma è bene che l'interesse personale non degeneri in egoismo, poiché – come mostra l'esperienza storica – ciò introduce distorsioni e inefficienze nel sistema.
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  • Sei vecchio - I mondi digitali della Generazione Z - cover

    Sei vecchio - I mondi digitali...

    Vincenzo Marino

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    Cosa fanno i più giovani quando guardano incantati i propri smartphone? Di cosa parlano fra loro? Cos'è che li entusiasma, e quali sono i loro consumi culturali?
    Vincenzo Marino indaga le passioni e i trend della cosiddetta Gen Z – quella che comprende i nati fra i tardi anni Novanta e l'inizio degli anni Dieci – esplorando con sincera partecipazione ma anche con sguardo critico e disincantato i meccanismi dei nuovi media e della celebrità digitale. Meccanismi spesso impenetrabili per le generazioni precedenti, subito retrocesse a "boomer" ("sei vecchio, non puoi capire"). Ed è proprio nell'intrattenimento online e nella costante interazione con i social network – da Instagram a TikTok, da Twitch a YouTube – che la Gen Z trova uno specchio di sé e vede racchiuso il proprio universo contenutistico o meglio il proprio content. Tra chi trasmette in diretta streaming durante il sonno, capre promosse a influencer e panini virali, Sei vecchio racconta una generazione, attraverso storie che colgono lo spirito del tempo più di quanto immaginiamo – e che rischiano, talvolta, di somigliare a distopie grottesche.
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  • Talvolta i fiumi straripano - Uno psicologo racconta gli allievi con DSA e BES che ha incontrato nella sua vita professionale tra metodi di intervento leggi astruse emozioni accettazione e compassione del dolore - cover

    Talvolta i fiumi straripano -...

    Fabio Celi

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    I fiumi straripano, talvolta. I bambini, talvolta, leggono, scrivono, fanno di conto o comprendono con difficoltà. Nello straripare, i fiumi possono creare qualche danno, ma anche fecondare una pianura rendendola più fertile. Nel leggere con difficoltà, i bambini possono rallentare un po' il programma, ma insegnarci tante cose. Come gli argini cercano di impedire a un fiume di straripare, così le leggi ambiscono a proteggere un bambino che procede più lentamente nel suo percorso scolastico. Purtroppo, però, non è sempre possibile prevedere l'ampiezza di tutte le piene di un fiume. Così, per quanto alto possa essere un argine, può accadere che un fiume esondi con effetti paradossalmente più drammatici rispetto all'assenza di argini. Per certe leggi succede qualcosa di simile. Più si legifera e più c'è il rischio che si salvino tutti e solo quegli allievi che rientrano negli argini della legge. Ma tutti gli altri? A partire da questo paradosso, Fabio Celi mostra il rovescio della medaglia della giusta attenzione e cura di chi mostra delle difficoltà, svelando il lato più pericoloso e inumano di certificazioni e diagnosi, che a volte fanno il contrario di quello cui aspirano: «recintano» ed escludono chi ricade fuori dagli standard, senza capirne la sofferenza.
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