Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Diari intimi - cover

Diari intimi

Charles Baudelaire

Publisher: Passerino

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

Conosciuto per la potenza visionaria dei Fiori del male, Charles Baudelaire ci apre qui le porte del suo io più profondo. Diari intimi è una raccolta di frammenti, pensieri, confessioni e aforismi che ci restituiscono il volto meno filtrato del poeta: lucido e spietato, fragile e arrogante, sempre disperatamente umano.Charles Pierre Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867) è stato uno dei più grandi poeti della letteratura francese e il padre spirituale del simbolismo. Con la pubblicazione de I fiori del male nel 1857, rivoluzionò il linguaggio poetico e scardinò le convenzioni morali del suo tempo. Spirito inquieto e visionario, Baudelaire fu anche critico d’arte, traduttore di Edgar Allan Poe e autore di opere in prosa e diari personali. Nei suoi scritti affiora costantemente il conflitto tra ideale e caduta, bellezza e corruzione, sogno e disincanto. La sua influenza sulla poesia moderna resta immensa e indelebile.
Available since: 05/27/2025.

Other books that might interest you

  • Spirito libero e sangue caldo - Autobiografia di una donna rom - cover

    Spirito libero e sangue caldo -...

    Marianna A.

    • 0
    • 0
    • 0
    L'autobiografia di una donna rom, una testimonianza eccezionale. Una donna che non ha studiato eppure decide, alla soglia dei cinquant'anni, di raccontarsi. Lo fa senza pudori: dall'infanzia nei Balcani a quando è stata venduta dal padre per tre monete d'oro, dal giorno in cui è stata violentata per la prima volta ai continui cambi di accampamento, dal primo figlio avuto da un gagio italiano da cui sarà costretta a separarsi, al matrimonio con un uomo violento. E poi ancora la povertà, la musica, l'elemosina, le notti sotto le stelle, i tanti figli, un'altra Trieste, le gonne al vento, i fondi di caffè, i ripetuti tentativi di fuga… fino all'ultimo che la farà approdare a una nuova vita. Una storia di sofferenza e libertà, di fuga e di violenze, di erranza e ricerca di stabilità. La storia di una donna dallo spirito libero e dal sangue caldo.
    Show book
  • La mia vita come la vostra - cover

    La mia vita come la vostra

    Jan Grue

    • 0
    • 0
    • 0
    Jan Grue è appena diventato padre quando ritira dalla casa dei suoi genitori un intero scaffale di cartelle cliniche. Contengono la sua infanzia narrata dall'esterno, dai medici che gli hanno diagnosticato all'età di tre anni una patologia neuromuscolare e che da allora lo descrivono come un corpo difettoso con un futuro cupo e limitato. Un quadro molto diverso dalla percezione che Grue ha sempre avuto di se stesso e dalla vita che ha vissuto studiando ad Amsterdam e a San Pietroburgo, per poi specializzarsi nell'inclusiva Berkeley e diventare accademico a Oslo, trovare l'amore e avere un figlio. Questo libro è la ricerca di una lingua nuova che possa raccontare la sua storia e cosa significhi vivere in un corpo vulnerabile cercando di «imporre la propria volontà al mondo». È un confronto aperto, schietto e intimo con la propria fragilità e i propri desideri, contro gli stigmi sociali e le istituzioni che ai disabili sanno fornire solo sostegni strumentali, braccia o gambe surrogate per un surrogato di vita, un'esistenza pallida in una realtà rassegnata e senza sogni. È un memoir dirompente nella sua stessa forma ibrida, che intreccia liberamente ricordi poetici e riflessioni fulminanti, attingendo all'arte e al pensiero filosofico, alle intuizioni di Michel Foucault, Jorge Luis Borges, Joan Didion, alle visioni di Wim Wenders, ai versi di Mark O'Brien. Raccontando se stesso, Jan Grue scrive una penetrante meditazione sull'essere umano e ci porta a guardarci dentro, a riconsiderare i nostri limiti, le nostre insicurezze, e le risorse che ciascuno ha nel proprio «viaggio verso l'ignoto».
    Show book
  • Santi per i giorni d'oggi - Donne e uomini per tutte le stagioni - cover

    Santi per i giorni d'oggi -...

    Enzo Romeo

    • 0
    • 0
    • 0
    Intolleranza, guerra, scienza; ma anche alcolismo, rifiuto, geografie del mondo lontano come la Cina e gli Stati Uniti e al contempo di quello prossimo, come i piccoli paesi che portano avanti, spesso in modo silenzioso, la nostra tradizione italiana: in tutto questo, i santi che hanno attraversato il tempo e lo spazio, fino a giungere a noi come attualissimi evocatori di drammi e speranze che, pur col passare dei secoli, non mutano e si ripresentano. Enzo Romeo prende spunto dall'oggi, dai fatti del quotidiano che ha accompagnato in modo spesso duro questi ultimi anni, per lasciare che la santità lo attraversi, riproponendo modalità nuove e originali per parlare della scelta di Dio che non solo è possibile ma è necessaria; per offrire punti di vista inattesi e capaci di aprire prospettive che superano le ristrettezze dei nostri sguardi quotidiani. Da Giovanni il Battista a santa Eufrasia, da Eustochia a Giuseppe d'Arimatea, la comunione dei santi riguarda il nostro oggi: davvero i santi sono donne e uomini per tutte le stagioni.
    Show book
  • Teseo - cover

    Teseo

    André Gide

    • 0
    • 0
    • 0
    Teseo è stato audace e avventuroso per il bene degli uomini. È sfuggito alle trappole del labirinto. Ha fondato Atene, capitale dell'esprit. Ha accolto Edipo. Ormai vecchio, con calma e saggezza, Teseo ci narra le sue imprese; e, tramite le sue parole, è lo stesso André Gide a riflettere sul senso dell'esistenza. Pubblicato per la prima volta in Italia solo nel 1993, questo saggio viene qui riproposto in una nuova edizione, che, come nel 1993, contiene la prefazione di un importante storico delle religioni, Cristiano Grottanelli (scomparso nel 2010), profondo conoscitore del mondo antico e dei suoi miti, di cui frequentemente la letteratura contemporanea si è avvalsa per raccontare con più efficacia la storia dell'uomo moderno.
    Show book
  • Volevo essere stupefacente - cover

    Volevo essere stupefacente

    Gordon Lish

    • 0
    • 0
    • 0
    Grande revisore, teorico della composizione, apologeta della seduzione letteraria, la sineddoche di quattro lettere «Lish» è diventata ormai il simbolo di un approccio perfezionistico al testo votato a una calibratura minuziosa della frase. Riesce perciò difficile non restare abbagliati, se non accecati, dalla cura che emerge dai suoi racconti, cullati dal ritmo variabile della sintassi, stimolati dalla ricorsività dei temi, solleticati dai continui giochi linguistici e dall'uso sapiente di ogni figura retorica. Subito si è portati a considerare la prosa di Lish come l'espressione più alta di una sublime arte dell'ellissi, resa possibile solo grazie a un'intimità febbrile, pluriennale e per niente pacificata con il linguaggio. Ma cosa si cela dietro quest'attenzione per lo strumento letterario, questo perentorio sgomitare della forma in ogni singolo episodio narrativo? Al di là di Lish, è possibile che nessuno come Gordon abbia preso sul serio l'ironia tipica delle parole, la loro irriducibilità a farsi totalmente trasparenti e lasciare che la realtà possa emergere senza farsi trasfigurare. A ben vedere, i racconti di Volevo essere stupefacente restituiscono una quotidianità lontana anni luce dai salotti letterari, fatta di senzatetto rimbecilliti, prostitute alcoliste, interminabili ciance sui vizi dei figli, parchi pubblici, problemi cutanei o intestinali. Momenti di mal-essere, per così dire, di vita vissuta, in cui irrompe sempre qualcosa di impronosticabile, come se l'analogia fosse la cifra del pensiero e della scrittura: riflessioni, fissazioni, interiezioni e ricordi, spiacevoli, disdicevoli o dolcissimi che siano. Evidentemente la persona «che scrive», dietro alla figura autoriale ricamata dalla critica, l'origine di questo tappeto armonico fatto di humor yiddish, sembra dirci che la verità letteraria è qualcosa di solo intuibile in una visione d'insieme, contando gli spazi bianchi fra le righe e fra un racconto e l'altro. Il vero Gordon Lish, il «non-detto», è appunto scorgibile solo dietro a un caleidoscopio fatto di omissioni. Realtà e parola, come vita e finzione, non saranno mai totalmente sovrapponibili. E forse è per questo che sono tanto ingombranti e fruttuose l'una per l'altra.
    Show book
  • Le ferite - cover

    Le ferite

    AA. AA.VV., Caterina Bonvicini

    • 0
    • 0
    • 0
    Con l'acquisto di questo libro il lettore sosterrà la causa di MSF: tutti gli autori hanno ceduto gratuitamente i loro racconti, la curatrice Caterina Bonvicini ha rinunciato al suo compenso e l'editore devolverà l'utile del progetto.
    Racconti di Marco Balzano, Diego De Silva, Donatella Di Pietrantonio, Marcello Fois, Helena Janeczek, Jhumpa Lahiri, Antonella Lattanzi, Melania G. Mazzucco, Rossella Milone, Marco Missiroli, Evelina Santangelo, Domenico Starnone, Sandro Veronesi e Hamid Ziarati.
    
    
    Ci sono ferite enormi, insanabili, e piccole lacerazioni nel tessuto del mondo come dentro di noi. Ci sono gesti che curano e gesti che distruggono. Ci sono storie che parlano da sole. Sette grandi scrittori e sette grandi scrittrici festeggiano con un racconto i cinquant'anni di Medici Senza Frontiere, che da sempre s'impegna a curare le ferite degli altri, ovunque si trovino.
    
    
    «Non siamo sicuri che le parole possano salvare delle vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio uccide»: è la risposta di Medici Senza Frontiere alla consegna del Premio Nobel per la Pace nel 1999, «in riconoscimento del lavoro umanitario pionieristico». E parole vive hanno donato quattordici grandi scrittori, in quest'antologia che è un regalo corale a Medici Senza Frontiere, oggi presente in piú di settanta Paesi. Come MSF, che si muove su tanti fronti, dalle guerre alle pandemie, dalle migrazioni ai disastri naturali, cosí gli autori hanno interpretato il tema della ferita - provocata o sanata - in modo diverso. C'è chi ha scelto una via civile e chi un tono intimo. C'è chi parla di migrazione: Jhumpa Lahiri affronta il tema del razzismo e racconta quanto può ferire il rifiuto, Melania G. Mazzucco mette a nudo la lontananza dei mondi dentro una stanza di ospedale, Hamid Ziarati, attraverso un incontro fra fuggitivi, ci fa capire che la migrazione è anche solitudine, Evelina Santangelo cerca una nuova prospettiva per guardare il dolore, nel Mediterraneo come in una pandemia, Helena Janeczek ci porta in una terra lacerata linguisticamente e culturalmente, Diego De Silva, sbeffeggiando i luoghi comuni sovranisti, descrive la violenza di una società cieca e Marco Missiroli decide di scomparire per lasciare il posto alle parole vere di un naufrago morto in mare. C'è chi sceglie l'infanzia, come luogo della ferita originaria. Domenico Starnone s'interroga sui limiti dell'empatia di fronte alla scoperta del dolore degli altri, Sandro Veronesi riflette sulla nostra stessa capacità di ferire, per dirci che la vita insegna a convivere col male che ci è stato fatto come con quello che abbiamo fatto noi, e Marco Balzano sulle cose perdute, fra cui la nostra innocenza. Ma spesso sono i rapporti piú stretti che feriscono, e tutto succede molto vicino. Marcello Fois racconta un femminicidio, Antonella Lattanzi la follia della violenza domestica attraverso un'amicizia fra adolescenti, Rossella Milone il corpo e un dispetto meschino durante una separazione, Donate contributori CU Caterina Bonvicini LE Gabriele Donolato LE Betta Cucci
    Show book