¡Acompáñanos a viajar por el mundo de los libros!
Añadir este libro a la estantería
Grey
Escribe un nuevo comentario Default profile 50px
Grey
Suscríbete para leer el libro completo o lee las primeras páginas gratis.
All characters reduced
La letteratura armena - cover

La letteratura armena

Antonio Ferraiuolo

Editorial: Passerino

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopsis

La letteratura armena è la letteratura scritta nelle quattro lingue armene letterarie: ovvero l'armeno classico o Grabar; il medio armeno del Regno armeno di Cilicia; il moderno dialetto letterario armeno occidentale, lingua della diaspora armena, delle comunità del Vicino Oriente e di quanto è rimasto di quelle della Turchia; ed il corrispettivo armeno orientale, lingua ufficiale della Repubblica di Armenia e della Repubblica de facto del Nagorno Karabakh, e lingua delle comunità dell'Iran.

I mini-ebook di Passerino Editore sono guide agili, essenziali e complete, per orientarsi nella storia del mondo.

A cura di Antonio Ferraiuolo.
Disponible desde: 16/11/2022.

Otros libros que te pueden interesar

  • Un eroe in famiglia - Mio fratello Janko-Vojko - cover

    Un eroe in famiglia - Mio...

    Radoslava Premrl

    • 0
    • 0
    • 0
    Un eroe in famiglia è un memoriale scritto da Radoslava "Rada" Premrl, moglie dello scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor. L'eroe è Janko Premrl, fratello maggiore di Rada, comandante delle brigate antifasciste slovene, caduto in battaglia non ancora ventitreenne nel febbraio del 1943. Negli anni in cui le popolazioni slovene, annesse all'Italia dopo la Prima guerra mondiale, furono oggetto sotto il regime fascista di un'odiosa discriminazione civile, il ragazzo Janko si ribella fino a immolare, da partigiano, la propria giovane esistenza per la libertà della sua terra. Non meno coraggiosa è Rada, il cui irriducibile senso della libertà non si ferma di fronte ai pregiudizi di genere, né alle prove più crude della guerra.
    Intorno ai due fratelli si svela un intenso affresco di vita familiare, tra episodi minimi e felici di vita quotidiana e i momenti drammatici dell'umiliazione, del dolore e del lutto. Il memoriale di Radoslava Premrl scritto tra il 1966 e il 1972, quando le ferite della guerra erano ancora sanguinanti, oltre all'eloquente valore testimoniale conserva una felicità narrativa a cui questa traduzione italiana rende finalmente merito.
    Con la prefazione di Boris Pahor.
    Ver libro
  • I Rothschild in Italia - Un Paese non ancora nato e già nella morsa delle speculazioni dei banchieri più potenti - cover

    I Rothschild in Italia - Un...

    Pietro Ratto

    • 0
    • 0
    • 0
    Con quali mezzi e in quale misura Casa Rothschild tenne in scacco i singoli Stati che, dal 1861, sarebbero confluiti nel Regno d’Italia?Quali rapporti si instaurarono tra i vari governanti della penisola italica e questa potente famiglia di banchieri?Come e perché l’Inghilterra coprì e finanziò la Spedizione dei Mille?Quali interessi economici avevano alcuni uomini al seguito di Garibaldi, in relazione all’annessione del Sud da parte del Regno sabaudo?E soprattutto: com’è possibile continuare a insegnare e a studiare la Storia senza considerare l’enorme peso che le logiche finanziarie e la sete di profitto di grandi istituti bancari come quello in questione, hanno sempre esercitato sul corso degli eventi?⛊Ne I Rothschild in Italia, Pietro Ratto con le sue profonde capacità di ricerca, analisi e sintesi, ci rivela i fatti che hanno portato alla formazione del nostro Paese mostrandoci quello che viene normalmente ignorato dalla narrazione ufficiale della Storia e dai libri di scuola, ma che è fondamentale per comprendere non solo quegli anni, bensì anche la nostra storia presente.Oltre alla storia italiana nel periodo fra il 1821 e il 1861, riviviamo anche gli eventi che hanno attraversato in quegli anni gli altri Paesi europei, come la Francia, la Spagna, l'Inghilterra e l'impero asburgico.⛊«C’è  un  fatto  però,  che  anche  da  solo  basta  per  far  capire quanto una famiglia come quella dei Rothschild abbia saputo influire sulla storia europea tramite la sua attività di credito. Un fatto che dimostra quanto sia difficile comprendere gli eventi storici senza tener conto di  queste  dinamiche  finanziarie  che,  come  abbiamo  visto nelle pagine precedenti, per esempio spiegano le reali leve della liberazione del re di Spagna Ferdinando VII, in quel caso da individuare nella citata tangente pagata da Nathan alle Cortes. Si tratta di un prestito che l’Austria, di nuovo in crisi economica, dovette nuovamente richiedere a Salomon Rothschild nel maggio del 1831. Come abbiamo visto, i nostri banchieri avevano tutto l’interesse a far sì che l’impero asburgico non si cacciasse in una nuova guerra, prevedibilmente nociva  per  le  loro  stesse  finanze.  Di  conseguenza,  Salomon  Rothschild  concesse  il  prestito  richiesto,  a  condizioni  sorprendentemente  vantaggiose.  Ma  con  una clausola: tali condizioni sarebbero venute meno qualora l’Austria fosse entrata in un nuovo conflitto.Ebbene: se si va a cercare nei libri di Storia dell’Arte ci si imbatte nella descrizione della cosiddetta fase del Biedermeier,  che  si  estende  ufficialmente  dalla  fine  del Congresso di Vienna al 1848. Un periodo caratterizzato da un clima culturale e artistico, e da uno tipico stile nella realizzazione di mobili e arredamenti, che si sviluppa nei Paesi germanici e in Austria approfittando di un insolito e lungo intervallo di pace.Risulta impossibile, però, spiegar le vere cause storiche di questa lunga fase di pace, senza connetterla a quell’astuto prestito tramite cui i Rothschild riuscirono così a disinnescar gli intenti bellicosi di Klemens von Metternich, salvaguardando il loro patrimonio».
    Ver libro
  • La guida degli ipocriti - di Péter Demény - cover

    La guida degli ipocriti - di...

    Péter Demény

    • 0
    • 0
    • 0
    Il volume che proponiamo alla lettura rappresenta un saggio satirico-riflessivo che esamina, attraverso una serie di ritratti concreti, il fenomeno dell'ipocrisia umana. Il suo scopo non è solo quello di presentare delle caricature, ma anche di aiutarci a riconoscere le varie tipologie di ipocriti (negli altri e in noi stessi). Il contenuto ben descrive la società contemporanea, dove emergono sempre più spesso fenomeni legati all'immagine e all'apparenza, dove il discorso pubblico (e privato) è contraddittorio rispetto ai fatti. Il tono ironico-umoristico, accessibile e allo stesso tempo pungente, ispira alla riflessione.
    Ver libro
  • Keynes - cover

    Keynes

    Roberto Marchionatti, Mario...

    • 0
    • 0
    • 0
    John Maynard Keynes iniziò la sua carriera di economista quando il capitalismo liberale a dominanza inglese sviluppatosi dopo la rivoluzione industriale mostrava i primi segni di indebolimento, a fronte dell'emergere di nuove potenze e delle trasformazioni interne di ordine sociale. La Grande guerra e la crisi del 1929 seguita dalla Grande depressione assesteranno colpi definitivi a quel modello di capitalismo. Convinto che bisognasse rifondarlo, Keynes domandò allo Stato di farsi carico dei problemi dell'occupazione non in qualità di imprenditore o finanziere ma quale elemento in grado di stimolare l'attività privata attraverso la spesa pubblica. La sua Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta del 1936 rivoluzionò la teoria economica, fondò la macroeconomia e costituì le basi del moderno Welfare State.
    Ver libro
  • Le prigioni in cui scegliamo di vivere - Cinque lezioni sulla libertà - cover

    Le prigioni in cui scegliamo di...

    Doris Lessing

    • 0
    • 0
    • 0
    Vincitrice del Nobel per le sue opere narrative, in questi brevi saggi Doris Lessing si concentra sul sottile filo che separa l'esercizio della libertà da quello della brutalità. 
    
    Cercando risposte alla domanda che da secoli tormenta gli uomini – Dove finisce la nostra libertà e comincia quella del vicino? – e alle infinite domande che ne scaturiscono – È lecito esercitare l'autorità in nome di una causa nobile? Perché le brave persone commettono atti ignobili quando stanno «ubbidendo agli ordini»? Perché è così difficile sottoporre a un esame critico rigoroso le idee del nostro gruppo di appartenenza? – la scrittrice mette in luce il pericoloso ritorno al primitivo che caratterizza i rapporti individuali e il dibattito pubblico nella nostra epoca, e affronta il tema della libertà e della responsabilità personale in un mondo sempre più soggetto alla retorica politica, alla polarizzazione acritica, all'emotività di massa e alle fideistiche convinzioni che abbiamo ereditato dal passato e che siamo riluttanti a mettere in discussione.
    Ver libro
  • Nella bufera della guerra - La Chiesa cattolica tra fascismo e democrazia 1939-1945 - cover

    Nella bufera della guerra - La...

    Valerio De Cesaris

    • 0
    • 0
    • 0
    Nel 1939 ebbero inizio sia il pontificato di Pio XII sia la Seconda guerra mondiale. Si aprirono anni difficilissimi per la Chiesa, durante i quali il papa scelse la politica dei silenzi e dell'imparzialità, già sperimentata da Benedetto XV nella Grande Guerra. Le violenze efferate contro le popolazioni dei Paesi occupati dalla Germania nazista e lo sterminio degli ebrei misero a dura prova quella politica, che rispondeva a esigenze di salvaguardia dei cattolici e delle opere della Chiesa, oltre che degli spazi di asilo e di accoglienza ai rifugiati, ma che derivava anche dalla necessità di proteggere il carattere sovranazionale della Santa Sede, mentre i nazionalismi cercavano di tirare il papa ciascuno dalla propria parte. Gli Alleati chiedevano a Pio XII di schierarsi pubblicamente e di condannare i crimini nazisti, mentre, nel campo opposto, quando l'Asse invase l'Unione Sovietica, italiani e tedeschi gli chiesero di benedire la "crociata" anticomunista. Papa Pacelli mantenne una linea di rigorosa imparzialità e i suoi silenzi furono in seguito oggetto di aspri dibattiti. Eppure, nella bufera della guerra la Chiesa acquistò un prestigio enorme tra le popolazioni, particolarmente in Italia, per essere rimasta al proprio posto accanto alla gente dopo l'8 settembre 1943, quando le autorità italiane fuggirono. In quel frangente, il cattolicesimo italiano e la Santa Sede giunsero a un riconoscimento pieno della democrazia e contribuirono a preparare la transizione al post-fascismo. Il libro racconta quel tempo drammatico, tratteggiando personalità e momenti significativi, in un viaggio attraverso anni decisivi per la storia d'Italia.
    Ver libro