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  • Olanda 1945 - Anne Frank e i Neutral Milk Hotel - cover

    Olanda 1945 - Anne Frank e i...

    Massimo Palma

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    Nel febbraio del 1998 un gruppo poco conosciuto, ma destinato a diventare una band di culto, pubblica il suo secondo disco: In the Aeroplane over the Sea, un concept album ispirato dalla lettura del diario di Anne Frank. I Neutral Milk Hotel non puntano al successo né a essere ricordati, non gli interessa vendere e non hanno alcuna intenzione di vendersi – non sanno come si fa, non lo impareranno mai, neppure quando arriverà il momento del loro grande "recupero" da parte di fan più giovani. Irruento, ispirato, genialmente rumoroso, il disco racconta la più celebre tra le vittime della Shoah abolendo ogni distanza tra sogno e memoria, visione e quotidiano. Spettro, freak, ragazzo a due teste: l'adolescente di Amsterdam naviga tra le ere e i continenti, penetrando dentro incongrue stanze americane. Ne esce una narrazione sconcertante, trasfigurata, di una tragedia che si ripete sempre diversa. Massimo Palma si immerge in questo "controcanto da cinquant'anni dopo" e nel disco intenso fino all'insostenibile sente risuonare potenti, e inconsapevoli, echi di Levi, Roth, Kafka e Sebald.
    Olanda, 1945 mostra come nel più improbabile tra i tempi e i luoghi – a fine anni Novanta, nella periferia americana – il mito, il fantasma di Anne abbia preso una nuova voce e un nuovo suono. "Perché fantasmi e suoni si somigliano", scrive Palma. "Non riconoscono le durezze dello spazio, le fratture del tempo. Rifiutano l'epoca, ripropongono incubi e umori – non hanno carne, eppure incidono i corpi".
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  • "Natale in casa Cupiello" di Eduardo De Filippo - Analisi dell'arte di una commedia - cover

    "Natale in casa Cupiello" di...

    Valerio Di Stefano

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    Natale in casa Cupiello fu rappresentata per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli, in forma di atto unico, nel 1931. 
    Questo scarno dato storico-temporale, non è sufficiente, tuttavia, a definire e circoscrivere l'estrema complessità dell'opera, sia nella sua genesi ed evoluzione teatrale ed editoriale che nei suoi contenuti. 
    L'autore propone una sorta di lettura trasversale per tematiche, allo scopo di evidenziare la circolarità della commedia, che si costituisce come un cerchio narrativamente concluso.
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  • L'Africa e il mondo - Riannodare le storie dall'antichità al futuro - cover

    L'Africa e il mondo - Riannodare...

    François-Xavier Fauvelle, Anne...

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    a cura di Francois-Xavier Favelle e Anne Lafont
    
    Una storia mondiale dell'Africa, una storia africana del mondo. Portando alla luce il dialogo che le società del continente hanno sempre intrattenuto con il resto del mondo, da Lucy a Black Lives Matter, questo libro lancia una doppia sfida. Non solo l'Africa ha una storia, ma – a volte suo malgrado – è stata al centro delle vicende del mondo, dall'Antico Egitto alle guerre mondiali, dal traffico di oro e avorio allo sfruttamento di coltan e cobalto.
    
    Per superare gli stereotipi culturali di "culla dell'umanità", di serbatoio di milioni di uomini incatenati nelle navi negriere, François-Xavier Fauvelle e Anne Lafont orchestrano i contributi di autori e autrici che raccontano un'Africa pienamente partecipe alla formazione della civiltà contemporanea. Sotto la lente dell'arte, della natura, delle religioni, delle resistenze e diaspore si compone un continente in movimento da cui non hanno mai smesso di irradiarsi culture, economie, estetiche. Riannodare queste storie, un capitolo dopo l'altro, costruisce la nuova storia tra l'Africa e il mondo, dall'antichità al futuro.
    
    AUTRICI E AUTORI:
    Ana Lucia Araujo, Pascale Barthélémy, Jean Godefroy Bidima, Guillaume Blanc, François Bon, Marie-Laure Derat, Souleymane Bachir Diagne, Sarah Fila-Bakabadio, Erika Nimis, Marian Nur Goni, Anne Ruderman.
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  • Prima guerra del Golfo - cover

    Prima guerra del Golfo

    Simone Paoli, AA. AA.VV.

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    Iniziata il 2 agosto 1990 con l'occupazione del Kuwait da parte dell'Iraq di Saddam Hussein e seguita dall'intervento delle forze congiunte di Stati Uniti e di una coalizione di nazioni (fra cui l'Italia) sotto l'egida dell'Onu, la Prima guerra del Golfo durò sette mesi. Sull'Iraq furono lanciate circa centomila tonnellate di bombe con l'uso di tecnologie avanzate che distrussero le infrastrutture del Paese e ne annientarono l'esercito, il quarto del mondo per consistenza, prima con attacchi aerei e poi con una massiccia operazione di terra, provocando più di trentamila morti iracheni, mentre le perdite della coalizione furono contenutissime. Fu la prima guerra trasmessa in diretta dalle reti televisive di tutto il mondo. Benché la coalizione internazionale avesse riportato una vittoria assoluta, si concluse senza l'occupazione di Baghdad né la destituzione di Saddam. All'Iraq toccò un drammatico embargo e una situazione esplosiva irrisolta che avrebbe condotto al secondo conflitto del 2003 e all'inasprimento delle tensioni nell'area del Vicino Oriente.
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  • Un po' come noi - Storia naturale del maiale (e perché lo mangiamo) - cover

    Un po' come noi - Storia...

    Kristoffer Hatteland Endresen

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    Il maiale incarna nell'immaginario collettivo tutto ciò che è sporco, brutto, volgare e di cui ci si dovrebbe vergognare. Il maiale però è anche un animale molto intelligente, con capacità cognitive paragonabili a quelle di un bambino di tre anni, ed è un modello medico di valore inestimabile su cui si esercitano i medici e che serve per ricavare "pezzi di ricambio" per noi esseri umani, dalle valvole cardiache ai reni. È etico mangiare senza troppi sensi di colpa un animale che ci somiglia così tanto? Se l'è chiesto il giornalista Kristoffer Hatteland Endresen, che si è fatto assumere in un allevamento intensivo e per sei mesi ha seguito una cucciolata di maialini dalla nascita alla macellazione. Nato come reportage giornalistico, "Un po' come noi" racconta una quotidianità fatta di recinti, sporcizia e spazi angusti, e allo stesso tempo si interroga su alcuni temi urgenti: il nostro contraddittorio rapporto con il maiale – perché metà del mondo lo alleva per cibarsene mentre l'altra metà lo considera un animale impuro – e le più recenti ricerche scientifiche, quelle che studiano l'intelligenza del maiale e quelle in cui è protagonista di esperimenti medici finalizzati a migliorare la nostra vita.
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  • Canti di guerra - Conflitti vendette amori nella Milano degli anni Settanta - cover

    Canti di guerra - Conflitti...

    Stefano Nazzi

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    «A me piacevano le banche con la porta girevole, un calcio e il mondo cominciava a girare. Uscivo per primo, facevo fuori un caricatore intero e davo il via al Far West. Ci chiamavano "il mucchio selvaggio".» È questa la Milano degli anni Settanta. Oscura, plumbea, e irriconoscibile rispetto a quella di oggi. Per le strade si calpestano i bossoli di pistola, la media di omicidi è di 150 all'anno, nei locali notturni si mescolano delinquenti, imprenditori e personaggi dello spettacolo e le bische sono nascoste dentro a palazzi insospettabili. Qui si incrociano per la prima volta i destini dei tre banditi che cambieranno le sorti della mala milanese, i loro nomi si pronunciano a bassa voce perché si portano dietro una scia di polvere da sparo. Sono tre uomini molto diversi tra loro: Francis Turatello, noto come «Faccia d'angelo», insaziabile di potere, Renato Vallanzasca, il «bel René», un rapinatore anarchico che ama essere sempre al centro dell'attenzione, e Angelo Epaminonda, detto «il Tebano», un gangster feroce e spietato. Nati senza possedere niente, sono pronti a prendersi tutto, prima sparandosi addosso, poi alleandosi, poi tornando a sparare. Intorno a loro, intanto, si muovono gli affiliati alla banda, i poliziotti e le vittime innocenti.
    È una storia nera di sangue, tradimenti e morti ma anche di sodalizi, potere e amore. Stefano Nazzi la ricostruisce con la sua prosa intensa e incalzante raccontando gli uomini dietro ai criminali e le ombre che li hanno resi tali, perché nonostante siano passati oltre trent'anni dall'ultimo sparo i loro canti di guerra riecheggiano ancora oggi.
    contributori LE Stefano Nazzi
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