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I fiori di Bach - Curare l'anima...
Anonimo
Conosciuta e diffusa ormai in tutto il mondo, la floriterapia è un sistema terapeutico naturale che utilizza essenze di fiori selvatici per prevenire e riequilibrare problemi emozionali, stati d'animo negativi, disarmonie del carattere, conflitti e difficoltà relazionali, disagi psicologici, disturbi fisici e malattie di origine psicosomatica. Questo metodo è stato scoperto negli anni Trenta del secolo scorso dal medico inglese Edward Bach, leggendaria figura di immunologo, batteriologo e omeopata, che individuò 38 essenze floreali (poi universalmente chiamate "fiori di Bach") in grado di agire positivamente sugli stati mentali disarmonici e di attivare il processo di autoguarigione dell'organismo, favorendo il recupero della salute e del benessere fisico e psichico. Diffusa inizialmente in Gran Bretagna e nei Paesi anglosassoni, la terapia floreale si è poi sviluppata a livello internazionale ottenendo ovunque un apprezza-mento e un interesse crescenti, fino a diventare uno dei più famosi e utilizzati sistemi di cura naturali. Oltre a descrivere il metodo di utilizzo dei rimedi e le schede analitiche dei 38 fiori con i rispettivi profili psicologici, il libro illustra le applicazioni pratiche per riequilibrare i principali disagi emotivi e disturbi fisici di origine psicosomatica, con il concreto ed essenziale supporto di numerosi casi clinici.
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Pedagogia hacker
Carlo Milani, Davide Fant
I dispositivi digitali oggi più diffusi limitano i nostri spazi di autonomia, ci sottraggono tempo ed energie, riducono le persone a profili mercificati. In un contesto del genere è sempre più urgente sviluppare strumenti educativi e autoeducativi capaci di aprire nuovi spazi di consapevolezza e libertà. Per ridurre l'alienazione tecnica, la pedagogia hacker ci propone di indagare le nostre relazioni con le tecnologie, guardando dietro lo schermo per riconoscere le dinamiche oppressive e sperimentare pratiche di immaginazione liberatoria. È un approccio critico e creativo che procede per attivazioni grazie alle quali gli schermi incontrano i corpi, la tecnologia è interrogata anche attraverso l'arte, il teatro, la poesia, e il gioco torna a essere spazio di emancipazione. Questa esplorazione invita a costruire relazioni appropriate con il digitale, rivolgendosi in particolare a chi educa e insegna, a chi si cura della psiche, a chi fa arte, a chi lavora con la tecnica, ma anche a chiunque sia alla ricerca di pratiche concrete per decolonizzarsi e abitare la tecnologia con un'attitudine conviviale.
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Corpi estranei - Convivere con...
Cinzia Pozzi
Monica si ricarica prima di uscire di casa per non restare paralizzata dal dolore. Antonio tiene a bada i sintomi motori del Parkinson con un telecomando. Zack e Dylan, in classe, si connettono via bluetooth alle voci dei compagni. Quella di chi convive con pacemaker, defibrillatori cardiaci impiantabili, impianti cocleari e sistemi per la Deep Brain Stimulation è una quotidianità diversa, con cui sempre più persone devono fare i conti. Mentre media, aziende produttrici ed esperti parlano solo di innovazione, Cinzia Pozzi capovolge il punto di osservazione e racconta le storie delle persone che si affidano a questi dispositivi: come ci si adatta a un corpo fatto non solo di carne e ossa? Serve fare manutenzione? E come si viene percepiti dalla società dopo l'impianto? Attraverso le voci dei pazienti, tra evidenze scientifiche e progetti pilota, Corpi estranei delinea uno scenario fatto di sfide individuali e collettive, dilemmi etici e tanta disinformazione; ma invita anche a riflettere sui limiti dell'uso della tecnologia in medicina, sull'importanza della collaborazione attiva dei pazienti nel percorso di cura e su quanto siamo disposti a fidarci del progresso nella speranza di stare meglio.
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Maria Montessori e la pedagogia...
Francesco De Bartolomeis
Pubblicato per la prima volta nel 1953, a pochi mesi dalla morte di Montes- sori, questo libro ha offerto un contributo originale alla sua ricezione critica. De Bartolomeis la rilegge alla luce dei propri interessi per l'educazione attiva e per i problemi connessi alla definizione della pedagogia come scienza. Ne viene fuori un profilo che marca la distanza fra Montessori e le espressioni più aggiornate del movimento pedagogico contemporaneo e ne ridimensio- na le pretese di scientificità. Prendere sul serio Montessori come oggetto di studio è tutt'uno con il renderle merito della sua lotta per il riconoscimento dei bambini: da questa posizione De Bartolomeis si misura con un esercizio critico che fa intravedere la trama di una stagione operosa della sua autofor- mazione come intellettuale e pedagogista militante. Questa nuova edizione ad accesso aperto apre la sezione Testi della collana Ianus. Educazione e trasformazione sociale.
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Tecnologie conviviali
Carlo Milani
In questo radicale ripensamento del nostro rapporto con la tecnologia, che non a caso riecheggia le tesi di Ivan Illich, adeguandole però al mondo digitale, Milani ci invita a instaurare una diversa relazione con quegli «esseri tecnici» – elettrodomestici, computer, robot industriali… – che ormai vivono con noi, rendendoci apparentemente sempre più potenti (e di fatto sempre più subordinati). E lo fa puntando l'attenzione su quelle gerarchie oppressive, tipiche delle nostre società, che si replicano anche nelle relazioni fra umani e macchine, producendo una tecnoburocrazia che intende comandare e governare le macchine proprio come comanda e governa gli umani. Eppure, ci dice Milani, un'altra evoluzione è ancora possibile. Se infatti l'attuale sistema tecnoburocratico poggia su scelte quotidiane di delega, sottomissione e conformismo, l'attitudine hacker rappresenta lo sguardo curioso di chi è alla ricerca di un uso conviviale delle macchine. Un approccio capace di riconfigurare la nostra visione tecnosociale, affrancandola dal rapporto comando/obbedienza proprio dell'immaginario gerarchico.
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L'educazione non formale in...
Nadia Crescenzo
Negli ultimi tre decenni le iniziative europee relative al mondo delle youth policy sottolineano il ruolo cruciale del learning continuum quale processo articolato nel quale le tre dimensioni dell'educazione (formale, non formale e informale) vengono intese sempre più come ingranaggi che richiedono un'azione sinergica e combinata. A partire da questo quadro di riferimento – e all'interno di uno scenario in cui si fa sempre più vivo l'interesse per i giovani e per le loro specifiche condizioni, per le opportunità e i modelli istituzionali e di intervento loro rivolti – il volume si propone di analizzare il ruolo delle politiche giovanili europee nella definizione delle teorie, delle politiche, delle pratiche e delle esperienze di educazione non formale in Italia e nel contesto europeo. Il tentativo del volume è anche quello di offrire la possibilità di interrogarsi su come gli standard europei vengono trasferiti nel contesto italiano e di evidenziare le potenzialità e le prossimità, ma anche le sfide e le contraddizioni dell'adozione della prospettiva europea, in connessione con la ridefinizione dei processi e dei percorsi educativi dei giovani.
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