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Lassù quaggiù - cover

Lassù quaggiù

Andrea Ravazzini

Editorial: Carmina

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Sinopsis

Lassù, fulgida, splende la Parola a cui tendiamo con speranza e fervore, e riverbera sua luce quaggiù, tra rovi essiccati e mutevoli deserti lambiti da una brezza sottile di immenso e fermo silenzio.L' uomo, sul ciglio dell' angoscia legata alla caducità e al baratro del nulla, tende le mani alla speranza, aggrappandosi al Logos, al senso, alla Parola, per risorgere alla vita dal cumulo deposto di rovi in cui fu gettato, nati sulla soglia di una morte del tempo.Possa lo splendore, lassù, illuminare il cammino nostro, incerto, nelle lande adagiate nel buio, nei sentieri ripidi deposti sull'orlo di abisso di un fragile mondo, quaggiù, emerso tra rami di angoscia, muta, affilata, sottile.
Disponible desde: 27/02/2025.

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    Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io 
    fossimo presi per incantamento 
    e messi in un vasel, ch’ad ogni vento 
    per mare andasse al voler vostro e mio; 
    sì che fortuna od altro tempo rio 
    non ci potesse dare impedimento.
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    Lo giorno se n’andava, e l’aere bruno 
    toglieva li animai che sono in terra  
    da le fatiche loro; e io sol uno 
    m’apparecchiava a sostener la guerra  
    sì del cammino e sì de la pietate,  
    che ritrarrà la mente che non erra.  
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    Intere generazioni formatesi negli anni Cinquanta conoscono ancora a memoria i versi imparati a scuola, che siano opere di autori celebri o filastrocche dei "poeti dei banchi", i quali scrivevano appositamente e unicamente per i testi scolastici: Pezzani, Angiolo Silvio Novaro, Ada Negri, Zietta Liù, Lina Schwarz, ma anche Diego Valeri, Moretti, Pascoli, Leopardi, Carducci e perfino D'Annunzio, accanto ai "patrioti" Bosi, Mercantini, Fusinato, Giusti. 
    In questa antologia sono raccolte le poesie più diffuse sui libri delle scuole elementari e medie di quegli anni, che dimostrano la continuità culturale e pedagogica della Repubblica con il ventennio fascista. 
    L'esaltazione dei valori quali religione, patria, famiglia, conformismo, etica del lavoro, propria del fascismo, prosegue infatti nel dopoguerra, e il libro di testo si conferma uno strumento di costruzione del consenso come era avvenuto nel passato. 
    Il volume ha una struttura per sezioni che riprende quella dei sussidiari dell'epoca, con i temi: Famiglia, Scuola, Affetti, Religione, Patria, Lavoro, Povertà e rassegnazione, Storia, Natura e Giocose.
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