Unisciti a noi in un viaggio nel mondo dei libri!
Aggiungi questo libro allo scaffale
Grey
Scrivi un nuovo commento Default profile 50px
Grey
Iscriviti per leggere l'intero libro o leggi le prime pagine gratuitamente!
All characters reduced
L'ultimo giorno di un condannato - Edizione moderna del classico di Victor Hugo uno dei grandi libri della letteratura francese – Ebook in italiano (Novelaris) - cover

L'ultimo giorno di un condannato - Edizione moderna del classico di Victor Hugo uno dei grandi libri della letteratura francese – Ebook in italiano (Novelaris)

Victor Hugo

Traduttore Elisa Rinaldi

Casa editrice: Novelaris

  • 0
  • 0
  • 0

Sinossi

Un uomo attende l'esecuzione. Poche ore lo separano dalla ghigliottina. Victor Hugo entra nella sua mente: pensieri, paure, ricordi.
Il condannato non ha nome. Non conosciamo il suo crimine. Hugo lo fa deliberatamente. Potrebbe essere chiunque. Il punto non è cosa ha fatto. Il punto è cosa gli stiamo facendo.
Dalla cella al tribunale. Dal tribunale alla prigione. Ogni momento si avvicina alla fine. Il condannato vede la sua bambina un'ultima volta. Osserva gli altri prigionieri. Sente il rumore della costruzione del patibolo. Il tempo scorre inesorabile.
Hugo scrive con una chiarezza spietata. Niente melodramma. Solo la realtà nuda di un uomo che sa esattamente quando morirà. Le sue ultime ore. I suoi ultimi pensieri. La sua umanità intatta fino all'ultimo respiro.
Un'opera potente di Victor Hugo sulla condizione umana. Pubblicato nel 1829, resta uno dei testi più intensi e moderni della letteratura francese. Breve, intenso, impossibile da dimenticare.
Questa nuova traduzione italiana restituisce tutta la forza e l'urgenza dell'originale.
Disponibile da: 14/11/2025.
Lunghezza di stampa: 140 pagine.

Altri libri che potrebbero interessarti

  • Viaggio al centro della Terra - cover

    Viaggio al centro della Terra

    Jules Verne

    • 0
    • 0
    • 0
    Amburgo, maggio 1863. Il professor Otto Lidenbrock, scienziato celebre in tutta la Germania, ha tra le mani un prezioso libro di un autore islandese del XII secolo. Tra le sue pagine ritrova un'antica pergamena con un messaggio cifrato in runico. E decodificandolo scopre come raggiungere il centro della Terra.
    Lidenbrock parte così per un'esplorazione favolosa in compagnia del nipote Axel e della guida Hans Bjelke: insieme i tre si calano nel cratere di un vulcano ormai spento. Attraversando i vari strati del sottosuolo i viaggiatori scoprono grotte, gallerie, resti fossili animali e umani, funghi enormi, foreste popolate da piante altissime, un oceano agitato da spaventose burrasche. Incontrano pesci sconosciuti e terribili mostri preistorici. Osservano incantati aurore boreali, assistono a fenomeni elettromagnetici, passano accanto a geyser, attraversano praterie popolate da giganteschi animali e si imbattono perfino in un uomo primitivo alto più di tre metri e mezzo.
    Una meraviglia dopo l'altra, Lidenbrock e i suoi compagni d'avventura dovranno trovare il modo di tornare sulla superficie terrestre.
    Mostra libro
  • Vent'anni dopo - cover

    Vent'anni dopo

    Alexandre Dumas

    • 0
    • 0
    • 0
    Il romanzo ricomincia vent'anni dopo gli avvenimenti narrati ne I tre moschettieri. Il cardinale Richelieu è morto nel 1642 ed è stato sostituito dal cardinale italiano Giulio Mazzarino, “odiato” da gran parte del popolo e che ha sposato in segreto Anna d'Austria, in morganatico. Anche il re Luigi XIII è morto, lasciando Luigi XIV, il Re Sole, ancora bambino, sotto la reggenza della madre Anna d'Austria. A Parigi, inoltre, dopo l'ennesimo aumento delle tasse da parte di Mazzarin scoppia la Fronda, che porta scompiglio nella città e preoccupa il cardinale. D'Artagnan ha ormai quarant'anni, è tenente nei moschettieri del re da vent'anni e non vede i suoi amici da molto tempo. Ma Mazzarin affida a D'Artagnan il compito di riunire il quartetto di un tempo per controllare la Fronda, con la promessa di fare D'Artagnan capitano dei moschettieri. D'Artagnan si mette sulle tracce degli amici.
    Mostra libro
  • Nell'albergo è morto un tale - cover

    Nell'albergo è morto un tale

    Luigi Pirandello

    • 0
    • 0
    • 0
    Deve aver viaggiato molto, davvero, quell’uomo; devono aver fatto davvero tanto e tanto cammino quelle scarpe: son due povere scarpacce enormi, sformate, scalcagnate, con gli elastici, ai due lati, slabbrati, crepati: chi sa quanta fatica, quali stenti, quanta stanchezza, per quante vie… 
    Quasi quasi la vecchia signora ha la tentazione di picchiar con le nocche delle dita a quell’uscio. Torna a ritirarsi in camera. I figli tardano a rientrare in albergo. La smania le cresce di punto in punto. Chi sa se sono andati, come le hanno promesso, a guardare il mare, se è tranquillo? 
    Ma già, come si può vedere da terra, se il mare è tranquillo? il mare lontano, il mare che non finisce mai, l’Oceano… Le diranno che è tranquillo. Come credere a loro? Lui solo, il signore della stanza accanto, potrebbe dirle la verità. Tende l’orecchio; appoggia l’orecchio alla parete, se le riesca d’avvertire di là qualche rumore. Niente. Silenzio. 
    Mostra libro
  • La signora Frola e il signor Ponza suo genero - cover

    La signora Frola e il signor...

    Luigi Pirandello

    • 0
    • 0
    • 0
    Ma insomma, ve lo figurate? C’è da ammattire sul serio tutti quanti a non poter sapere chi tra i due sia il pazzo, se questa signora Frola o questo signor Ponza, suo genero. Cose che càpitano soltanto a Valdana, città disgraziata, calamìta di tutti i forestieri eccentrici! Pazza lei o pazzo lui; non c’è via di mezzo: uno dei due dev’esser pazzo per forza. Perché si tratta niente meno che di questo... Ma no, è meglio esporre prima con ordine. Sono, vi giuro, seriamente costernato dell’angoscia in cui vivono da tre mesi gli abitanti di Valdana, e poco m’importa della signora Frola e del signor Ponza, suo genero. Perché, se è vero che una grave sciagura è loro toccata, non è men vero che uno dei due, almeno, ha avuto la fortuna d’impazzirne e l’altro l’ha ajutato, séguita ad ajutarlo così che non si riesce, ripeto, a sapere quale dei due veramente sia pazzo; e certo una consolazione meglio di questa non se la potevano dare.
    Mostra libro
  • La maschera della morte rossa - Edizione bilingue italiano-inglese - cover

    La maschera della morte rossa -...

    Edgar Allan Poe

    • 0
    • 0
    • 0
    Mentre il suo regno è devastato da una spaventosa pestilenza nota come "Morte Rossa", il principe Prospero si isola in un castello con mille cortigiani scelti. Indifferente alla sorte dei suoi sudditi, Prospero si abbandona al piacere e all'eccesso, e organizza una festa in maschera nelle sette sale del castello, ciascuna dipinta di un colore diverso. L'ultima stanza è nera, illuminata da una luce rosso sangue, e ospita un orologio a pendolo che scandisce le ore con un rintocco funereo. Nessuno ha il coraggio di entrare in quella sala, tranne una figura enigmatica vestita di rosso che compare alla mezzanotte. Oltraggiato per il costume che evoca la Morte Rossa, il principe Prospero decide di sfidare la misteriosa presenza…
    La maschera della morte rossa è un racconto scritto da Edgar Allan Poe nel 1842 e pubblicato nel Graham's Magazine.  Il racconto esprime la condizione umana, vulnerabile e mortale e incapace di sfuggire al fato, attraverso un'atmosfera di angoscia e terrore, generata dal contrasto tra colori, suoni e immagini.  L'opera è riconosciuta come uno dei capolavori del genere horror, gotico e fantastico, e ha ispirato numerose versioni teatrali, cinematografiche e televisive. In essa ritroviamo lo stile e i temi caratteristici di Poe, come il macabro, il simbolismo, l'ironia e la critica sociale, che evidenziano anche la debolezza della civiltà e della cultura, incapaci di difendere l'uomo dalla potenza della natura e del destino.
    Mostra libro
  • La fede - cover

    La fede

    Luigi Pirandello

    • 0
    • 0
    • 0
         In quell’umile cameretta di prete piena di luce e di pace, coi vecchi mattoni di Valenza che qua e là avevano perduto lo smalto e sui quali si allungava quieto e vaporante in un pulviscolo d’oro il rettangolo di sole della finestra con l’ombra precisa delle tendine trapunte e lì come stampate e perfino quella della gabbiola verde che pendeva dal palchetto col canarino che vi saltellava dentro, un odore di pane tratto ora dal forno giù nel cortiletto era venuto ad alitare caldo e a fondersi con quello umido dell’incenso della chiesetta vicina e quello acuto dei mazzetti di spigo tra la biancheria dell’antico canterano.
    Mostra libro