Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
L’affilacoltelli - (Un poema) - cover

L’affilacoltelli - (Un poema)

Rafael Argullol

Publisher: tab edizioni

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

L’affilacoltelli è la terza raccolta di poesie pubblicata da Rafael Argullol. Il poeta vi ripercorre i momenti aurei della propria esistenza che tuttavia diventano metafora della condizione umana: un itinerario intimo nella memoria dell’autore che a tratti somiglia a un viaggio dantesco in cui la dimensione individuale si fonde e si perde in quella collettiva. Attraverso la prospettiva autobiografica, l’io lirico ci esorta a riflettere sulle nostre esistenze, ma anche sull’esistenza umana in generale, perché il tempo intimo si trasforma in tempo storico. Il titolo dell’opera allude, infatti, a un oggetto il cui suono rievoca tempi ormai lontani e diviene la porta di accesso al ricordo personale; al tempo stesso l’ingranaggio dell’affilacoltelli, con il suo movimento rotatorio, rimanda all’immutabilità e alla precarietà della vita umana. La sfida che Argullol lancia al lettore consiste nell’intraprendere il proprio viaggio a ritroso nel tempo in cerca dell’unità e dell’unicità personale, al di là della frammentazione dell’esperienza. Testo spagnolo a fronte.
Available since: 06/22/2022.

Other books that might interest you

  • Buffoni nani e schiavi dei Gonzaga ai tempi d'Isabella d'Este - cover

    Buffoni nani e schiavi dei...

    Alessandro Luzio, Rodolfo Renier

    • 0
    • 0
    • 0
    Fu già notato, e assai bene, come lo sviluppo dell'individualismo recasse seco nel glorioso nostro rinascimento il fiorire dei motti, delle facezie, delle burle, di tutto insomma quello spirito della beffa, che un Pontano stimò utile codificare nel suo De Sermone ed un Castiglione giudico, entro certi limiti, elemento urbano e piacevole nelle corti.
    Le facezie si raccolsero, si riprodussero, si divulgarono, divennero tradizionali, e con esse certi nomi di uomini sollazzevoli o di buffoni. Un cronista celebre di Perugia, il Matarazzo, notava alla fine del secolo XV essere dicevole alla magnificenza d'un gran signore il possedere, oltreché cavalli, cani, sparvieri, bestie feroci, anche buffoni.
    [...]
    Scopo di quest'articolo e di porre in luce, con la scorta di documenti, i buffoni della corte mantovana al tempo d'Isabella d'Este Gonzaga, che vi giunse sposa sedicenne nel 1490 e vi mori nel 1539.
    Non sarà purtroppo una storia seguita quella che potremo tessere, ma piuttosto una serie di spigolature, che le memorie di quei bizzarri personaggi, tanto cari ai signori del tempo, ci giunsero frammentarie e con molte lacune. Né solo ci occuperemo di quelli che in Mantova dimorarono abitualmente, ma terremo conto eziandio di coloro che vi passarono o di cui giunsero notizie alla corte mantovana. Gli stessi vincoli di parentela che nell'ultimo decennio del secolo XV legarono le famiglie degli Este, degli Sforza e dei Gonzaga pei matrimoni di Isabella d'Este con Francesco Gonzaga, di Anna Sforza con Alfonso d'Este, di Beatrice d'Este col Moro, spiegano i continui passaggi dei buffoni in quel tempo dall'una all'altra di queste tre corti, onde noi, per adottare un criterio qualsiasi di divisione, ci atterremo alla cronologia, e prima discorreremo dei buffoni fioriti nel secolo XV e nei primi anni del XVI, poi di quelli, che formano un gruppo speciale, vissuti più addentro nel cinquecento.
    Show book
  • Orizzontale e verticale Le figure del potere - cover

    Orizzontale e verticale Le...

    Stefano Boni

    • 0
    • 0
    • 0
    Lo spazio è una dimensione cognitiva imprescindibile. Non è dunque casuale che le raffigurazioni spaziali siano quelle che rendono immediatamente leggibile la soggiacente struttura di potere. Come testimonia una vastissima iconografia, la disposizione dei corpi nello spazio – al centro o ai margini, in alto o in basso, in grande o in piccolo – permette infatti di cogliere in tutta la loro evidenza le relazioni sociali proprie di un dato contesto. Ed è grazie al suo sguardo di antropologo che Boni ha potuto costruire questo originale percorso visivo che individua, nel tempo e nello spazio, le multiformi figure assunte da un potere a vocazione gerarchica e da un principio egualitario propenso invece alla circolarità. Così, attraverso un'analisi delle posture corporali, delle coreografie rituali, delle strutture architettoniche e dei tanti dispositivi associati alle posizioni apicali, si delinea un'inedita storia di quella contrapposizione tra alto e basso che attraversa tanto la modernità quanto l'etnografia classica, per riproporsi intatta oggi nell'inesausta tensione tra l'orizzontalità sperimentata dai nuovi movimenti sociali e l'iper-verticalità che connota i poteri globali, finanza in testa.
    Show book
  • Dialettica della modernità nell'Europa orientale - Una riflessione socio-filosofica - cover

    Dialettica della modernità...

    Mikhail Minakov

    • 0
    • 0
    • 0
    Nella prima parte del libro, l'autore affronta alcuni aspetti problematici della modernità e della sua forma all'interno dell'Europa orientale dopo il crollo dell'URSS: che cosa rimane della modernità dell'esperienza sovietica? In che cosa la Scelta del 1991 è percepita come un passo avanti verso una più compiuta modernità? Le conquiste della modernizzazione sono stabili o posso regredire e lasciare spazio a una forma di società più arcaica, irrazionale e nazionalista?
    Da questi argomenti il saggio prosegue affrontando alcuni temi d'attualità (in particolare la situazione geopolitica tra Russia, Ucraina e Bielorussia) e mettendo in luce come la filosofia possa fornire chiavi di lettura e strumenti per affrontare i problemi del nostro tempo, a cominciare dal sogno di Kant di una "pace perpetua", realizzabile anche in Europa orientale. In questo senso è importante anche riscoprire il patrimonio storico della filosofia sovietica e approfondire il rapporto dialettico tra un potere totalitario e l'aspirazione umana di poter liberamente analizzare e pensare il proprio tempo.
    Show book
  • Odio gli indifferenti - cover

    Odio gli indifferenti

    Antonio Gramsci

    • 0
    • 0
    • 0
    Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
    Show book
  • Essere amore significa sfarsi - cover

    Essere amore significa sfarsi

    Vitaliano Bilotta

    • 0
    • 0
    • 0
    Gli amici di Evolvenza si sono riuniti per molti anni in "agapi" in cui leggevano vari insegnamenti dei maestri immateriali e, insieme, cercavano di applicare questi insegnamenti alle loro vite. Era una ginnastica spirituale che a molti di noi ha fatto bene, perché ci ha permesso d'intuire la perfezione della Legge che, oltre a governare le nostre vite, governa il Tutto. Le ricerche di Evolvenza sono riportate, oltre che sui libri, giornalmente su YouTube.  
    Attualmente chi scrive frequenta lo storico Cerchio Esseno, il cui strumento difende da quarantacinque anni il suo anonimato.
    Show book
  • Boza! Diari di frontiera - cover

    Boza! Diari di frontiera

    Luca Giliberti, Luca Quirolo Palmas

    • 0
    • 0
    • 0
    Il diario è di solito un luogo intimo di riflessione e quelli etnografici non fanno eccezione: sono il primo strumento attraverso cui tenere traccia dell'incontro con il campo della ricerca, documentando gli sviluppi della riflessione, ma anche i dubbi, gli spaesamenti, le contraddizioni. Pubblicarli significa da un lato rivelare uno snodo fondamentale della produzione teorica, dall'altro scommettere sul valore letterario e pubblico che può assumere la scrittura nelle scienze sociali. Questi diari di campo, attraverso un'opera di montaggio narrativo e grazie alla capacità evocativa dell'illustrazione, esplorano le ricadute necropolitiche della produzione e del consolidamento dei confini esterni e interni dell'Unione Europea. Contestualmente, le storie individuali e collettive che qui affiorano – dai campi di Borgo Mezzanone ai valichi del Brianzonese, dagli uliveti tunisini a Lampedusa, dalle metropoli marocchine, da cui partono gli harraga, alle Canarie – restituiscono la potenza trasgressiva della solidarietà come pratica informale e rizomatica, capace di sostenere ciò che gli Stati sanzionano come mobilità inopportune.
    Show book