Terzo Foglio
Panella Pasquale
Casa editrice: SPedizioni srl
Sinossi
Terzo dei quattro volumi che raccolgono i Monologhi scritti per Il Foglio Quotidiano dal 1998 al 2004. "Considero quei tempi bei tempi per la stampa".
Casa editrice: SPedizioni srl
Terzo dei quattro volumi che raccolgono i Monologhi scritti per Il Foglio Quotidiano dal 1998 al 2004. "Considero quei tempi bei tempi per la stampa".
Júlia non ha mai detto la verità su quello che le è accaduto. Nemmeno ai genitori, che la sentono sempre più distante; né ai suoi amici, che non vede da mesi. L'incontro con la piccola Catarina la fa uscire per un attimo dal torpore. Un uomo in carcere decide di scrivere la sua storia d'amore con una donna che non vuole essere amata. Un ragazzino registra, per l'adulto che diventerà, delle audiocassette in cui racconta la sua strana vita con la madre, che lo ha isolato in una casa sul limitare di un bosco. Tre storie si intrecciano a distanza di anni, tre voci narranti per un romanzo affascinante che parla di violenza e redenzione.Mostra libro
Eppure è raro che almeno una volta, in un momento felice, non sia avvenuto a ciascuno di vedere all’improvviso il mondo, la vita, con occhi nuovi; d’intravedere in una subita luce un senso nuovo delle cose; d’intuire in un lampo che relazioni insolite, nuove, impensate, si possono forse stabilire con esse, sicché la vita acquisti agli occhi nostri rinfrescati un valore meraviglioso, diverso, mutevole.Mostra libro
Vanessa, Siddiq e Martin, sotto la guida della dottoressa Hollis, prendono parte all'ambizioso esperimento psicoterapeutico della Camera a Luce Inversa. Da principio come idee, poi come corpi e voci, raccontano le violenze subite durante l'infanzia: Vanessa abusata dal compagno della madre, Siddiq dal prete dell'istituto e Martin dal nonno paterno. Mentre raggiungono la casa tra le nuvole, le loro coscienze, affiorando, si confondono e si contaminano, offrendo un nuovo strumento per rielaborare il dolore e dando origine a un racconto a tre voci, lucido e onirico insieme. Consapevoli del potere della manipolazione, Vanessa tenta la strada del distacco e Siddiq si affida al perdono. Martin, invece, è invaso dalla rabbia e la sua guerra interiore sfocia nella vendetta. Ora, un treno li aspetta: è l'inizio e la fine del vagabondare, in cerca di una possibile luce, di una casa in cui non sia manomessa qualunque forma di amore. Con le parole di Dario Voltolini: «Teso, complesso, lucido. Scritto ad alto livello, si inoltra con un coraggio estremo nel territorio assassino dell'abuso psichico, fisico, esistenziale e morale frantumandone l'indicibilità».Mostra libro
Gli anni della passione politica, delle lotte e delle speranze. E infine la devastante bomba di Piazza Fontana a Milano a suggellare una fine e a decretare un nuovo inizio. In una Milano segnata da un feroce e vorticoso cambiamento e dal tramonto definitivo della Ligera, la mala autoctona e romantica, il commissario Malfatti – ex partigiano e comunista – riallaccia i fili dell'infiltrazione mafiosa già emersi in Pura Razza Bastarda. Le sue indagini si intrecciano con le trame oscure che precedono e seguono l'ordigno esploso nella Banca Nazionale dell'Agricoltura. Molti sono gli interrogativi su quegli anni e su quell'attentato che vengono sollevati e che trovano nuove, inedite e sconvolgenti risposte. Chi organizzò la trappola per incolpare gli anarchici, come causa fondante della violenta destabilizzazione politica in corso? Chi portò ad accusare Pietro Valpreda come autore materiale della strage? E come si arrivò, pochi giorni dopo, alla morte di Pino Pinelli? Quali furono i veri mittenti della bomba e chi era il destinatario del "messaggio" che portava con sé? La trappola è una narrazione avvincente ma al contempo un romanzo-verità, che ricostruisce in maniera rigorosa e dettagliata gli anni 1968-69. Anche attingendo a diversi documenti inediti come le lettere di Pino Pinelli e degli anarchici arrestati.Mostra libro
A Curanilahue, in Cile, la vita silente del sottosuolo sta lentamente trasformando tutto ciò che tocca. Da sotto il terreno filamenti bianchi, come cavalieri della fame e della morte, salgono e si inerpicano su alberi, uomini, animali. Un odore acre succhia tutta l'aria. Intanto, Pedro Marambio lavora in un'azienda forestale; da quando è morta sua moglie a lui sono rimasti solo i figli: Patricio, con i suoi sudoku, e Catalina, con le sue collane di fiori di eucalipto. Dall'altra parte del mondo, Giovanna, dottoranda impegnata in ricerche di Micologia a Manchester, viene richiamata in Cile per studiare un fungo dal comportamento anomalo. Tutte queste vite si toccheranno quando Pedro inalerà le spore esalate dalle viscere della terra e, al risveglio da un coma profondo e sognante, una setta religiosa riconoscerà in lui il nuovo messia. Tutto questo, però, è solo un riflesso, un'eco che risuona sopra il terreno. Sotto, i funghi si estendono per chilometri, comunicano, scambiano segnali elettrici e proteici, tanto da bucare il suolo e infestare la vita, da bucare la pagina e parlare con voce fantasmatica ai personaggi e al lettore. Ne "Il vasto territorio", Simón López Trujillo si muove tra ecologia e realismo sociale, inscena un'apocalisse per interrogarsi sul disboscamento, sui suoi effetti e sulle risposte dell'uomo alla crisi ambientale. E lo fa con un'immaginazione di rara potenza, annunciando inedite forme di convivenza tra le specie.Mostra libro
«Questo monologo non stabilisce se è vero quello che dicono le femministe. Non sta a me e d'altronde non saprei farlo. Dice solo com'è, per me, vivere tra loro. L'ho chiamato La voce del padrone perché non riesco a dimenticare che quando vivi con una femminista non c'è amnistia, non c'è pace sociale. Tu sei stato, sei e rimani il padrone.» La donna femminista è un meteorite caduto sul mondo. Ma è dall'apparente distopia di un cumulo di macerie che Francesco Pacifico fa cominciare il tempo della ricostruzione. È dalla maniera in cui le femministe fanno esplodere le relazioni con gli uomini che possono svilupparsi rapporti liberi e creativi, ragionando sull'amore fuori dagli standard che ci impone l'industria dell'ordine sociale, costruendo una nuova storia che suona in un altro modo rispetto a quella che ci ha cresciuto. Questo è un monologo che finge di avere una teoria ma che è solo una canzone.Mostra libro