Tre miniature per quartetto d'archi
Matteo Savastano
Editorial: EMA Vinci edizioni
Sinopsis
Composizione per quartetto d'archi di Matteo Savastano, EMA Vinci edizioni
Editorial: EMA Vinci edizioni
Composizione per quartetto d'archi di Matteo Savastano, EMA Vinci edizioni
La tecnica di Seurat riduce le figure a insiemi di punti materiali colorati: vista da vicino, la struttura atomica delle figure risalta, mentre vista da lontano svanisce. Collana diretta da Piergiorgio OdifreddiVer libro
Diventato ormai introvabile se non in poche copie antiquarie e biblioteche specialistiche, grazie a questa nuova edizione L'Albania di Baldacci è per la prima volta accessibile al grande pubblico di studiosi, viaggiatori e appassionati della piccola e antichissima nazione balcanica, nostra dirimpettaia sulla sponda orientale dell'Adriatico. Antonio Baldacci (1867-1950), geografo e botanico, dedicò all'Albania cinquant'anni di studi e ricerche sul campo. Nei primi decenni del XX secolo gli scavi condotti dall'archeologo Luigi Maria Ugolini portarono alla luce le rovine di Butrinto: proprio come Schliemann, che sulla base dell'epica omerica aveva individuato i resti di Troia e Micene, attraverso gli indizi disseminati nell'Eneide Ugolini identificò nell'Albania meridionale l'antica Buthrotum dove Enea avrebbe interrogato l'oracolo di Apollo. Nell'Albania di Baldacci, storia, scienze naturali e topografia s'intrecciano a creare sentieri sospesi fra storia e mito. La minuziosità dello scienziato si illumina di suggestioni narrative che lasciano trasparire l'essenza di un Paese dalle origini preomeriche, le cui tradizioni hanno incuriosito, sedotto e affascinato artisti e scrittori di tutta Europa. Il paese è descritto nelle superfici e nelle profondità, ponti, anfratti, scogli e fari compresi. Una sezione di questo volume contiene anche un piccolo portolano a uso dei naviganti per fornire indicazioni pratiche a navi mercantili e piroscafi che incrociavano in quelle acque. A rileggerlo oggi, l'immaginazione ci conduce ad altri tempi, quando viaggiatori d'ogni dove trovavano qui l'ultima Thule, la porta d'ingresso per mondi ancora inesplorati, in quella che Mary Edith Durham definì "la terra del passato vivente".Ver libro
Regno Unito, anni Ottanta, Thatcher al governo e liberismo alle stelle, ascesa degli yuppies, Guerra Fredda, conflitto nelle Falkland, working class sul lastrico e disoccupazione altissima, droghe a buon mercato e una pletora di culture giovanili underground: quattro ventenni di origini irlandesi cresciuti nei sobborghi popolari di Manchester, Nord cupo e industriale dell'Inghilterra, esplodono brillanti e imprevisti come un astro di passaggio su questo sfondo poco rassicurante. Si chiamano Smiths, il cognome inglese più diffuso, ma sono tutt'altro che ordinary: hanno un carisma e un'ispirazione fuori dal comune. La band si scioglierà dopo solo cinque anni e quattro album, ma sarà fatale per un'intera generazione – e ben oltre –, dentro e fuori i confini nazionali. La voce felpata, i testi perturbanti e il fascino sopra le righe del talentuoso frontman Morrissey diventano, insieme al sound agrodolce creato da Johnny Marr e all'alchimia strumentale di Andy Rourke e Mike Joyce, il segno di un'epoca in bilico sulla disillusione e l'insofferenza. Outsider ingestibili e, insieme, simbolo della britishness, "nuovi Beatles" e paladini dell'indie, sofisticati autori pop e acuti narratori della realtà che li circonda come delle emozioni più intime, gli Smiths sono finiti nel Parlamento britannico e tra le barricate in piazza, in film e serie tv, sui giornali e nelle ossessioni dei fan. È per tutte queste ragioni, come dimostra il libro documentatissimo e appassionante di Fernando Rennis, che questi charming men, fuori da ogni etichetta, sono diventati un'icona.Ver libro
Nel marzo 2020 l'Italia, così come tutti i paesi del mondo, ha dovuto fare i conti con l'improvvisa esplosione della pandemia da Covid-19. Secondo i dati della WHO, al 20 gennaio 2023, la pandemia ha provocato oltre 663 milioni di casi confermati e oltre 6,7 milioni di decessi in tutto il mondo, costringendo i governi e le autorità dei paesi colpiti ad applicare misure preventive e interruzioni forzate delle attività quotidiane per rallentare e contenere la diffusione del virus. Tali circostanze, oltre a rivelare importanti dinamiche recessive sull'intero sistema socio-economico, hanno svelato effetti e implicazioni che hanno fortemente impattato sulla recrudescenza e sull'aggravamento di fenomeni di isolamento ed esclusione già particolarmente diffusi tra fasce sociali a rischio, segnando in maniera esiziale il benessere complessivo delle persone. In questo contesto, anche le Fondazioni Lirico-sinfoniche italiane hanno sospeso per molti mesi e a più riprese le proprie attività privando le comunità dei teatri, un pezzo rilevante della dimensione aggregativa umana e culturale che contribuisce significativamente anche alla promozione del benessere delle persone e di intere comunità. A partire da tale premessa, mediante uno studio trasversale, ci si è interrogati sugli sforzi e sulle risorse intellettuali, organizzative e gestionali messe in campo per contrastare la diffusione della pandemia nei luoghi di lavoro e per garantire la produzione artistica e la relativa fruizione da parte dei pubblici. L'indagine nazionale è stata condotta da luglio a novembre 2022 con il fine di esplorare e comprendere le dinamiche e le tendenze gestionali e decisionali delle FLS, nonché il loro sforzo di ridefinizione dei propri obiettivi e delle proprie strategie nel contesto pandemico.Ver libro
Opera libretto interpreted and read without singing. This audio is suitable for lovers of theatrical literature, for opera singers and for students of the Italian language.Ver libro
«Una fortunata coincidenza anagrafica la mia, che mi ha permesso di vivere a Torino quei vent'anni di entusiasmo e avventure.» Così comincia il racconto di Anna Peyron dei suoi anni Sessanta e Settanta in una città che vive in pieno il boom economico e in cui la scena artistica è estremamente vivace. A partire dalla galleria torinese di Gian Enzo Sperone, dove entrano Merz, Penone, Boetti, Paolini, Zorio, Gilardi, Anselmo, Pascali e molti altri, si compone una storia da cui emergono alcuni fotogrammi: la famiglia, la musica, il teatro, il cinema, i libri, le battaglie, il gioco, Londra, Venezia, l'Isola di Wight. Pezzi in soggettiva di un tempo affascinante e imprevedibile, sempre inseguendo il cambiamento e la bellezza, fino all'avventura del Deserto, un vivaio costruito come «una grande e meravigliosa astronave», come la definisce Pistoletto. Perché l'arte non si abbandona mai.Ver libro