Le piogge autunnali a Bologna nel Settecento
Mario Delmonte
Casa editrice: Youcanprint
Sinossi
L'andamento delle piogge in autunno in base alla frequenza e intensita del fenomeno
Casa editrice: Youcanprint
L'andamento delle piogge in autunno in base alla frequenza e intensita del fenomeno
Dietro alla storia di un cowboy giocattolo che fa amicizia con un astronauta di plastica, a un tramonto fotografato in vacanza per essere condiviso sui social e al videogioco con cui ammazziamo il tempo mentre aspettiamo il bus, c'è un'unica incredibile «molecola», capace di sintetizzare in sequenze di numeri l'immaginazione umana: il pixel. Alvy Ray Smith, cofondatore di Pixar e due volte premio Oscar, ce ne racconta l'evoluzione, dalle prime teorie informatiche alle animazioni digitali del futuro. Ripercorrere la storia del pixel significa ripercorrere la storia delle immagini per come le conosciamo oggi. Smith ci porta a osservare da vicino quel momento rivoluzionario in cui tutto ciò che rappresentava la nostra cultura visiva e il suo supporto – inchiostro, carta, pellicole, tempere, fotografie, film, televisione – si è trasformato in un oggetto immateriale composto di bit e pixel, mostrandoci come questo passaggio abbia mutato radicalmente il nostro modo di pensare, vedere e creare. Partendo dalla descrizione delle onde di Fourier, dal teorema di Kotel'nikov e dalle macchine di Turing – i tre pilastri da cui nasce il pixel – questa biografia ci conduce, tappa dopo tappa, attraverso i laboratori segreti dove si assemblavano i primi colossali «calcolatori» e gli studi dove si realizzavano cartoni animati a ritmo continuo, fino ad arrivare alla nascita di Pixar, DreamWorks, Blue Sky e al leggendario Toy Story, il primo film d'animazione interamente in computer grafica. Pixel è una straordinaria avventura di inventori visionari e intuizioni brillanti, aneddoti divertenti e dettagli tecnici sviscerati con perizia: di persone convinte che per rendere visibili e concrete le proprie fantasie e quelle degli altri bisognasse passare da qualcosa di così invisibile e incorporeo da assomigliare a un sogno.Mostra libro
Sacro Bosco di Bomarzo, Giardino dei Tarocchi, Castel del Monte, Casina delle Civette, Palazzo Schifanoia, Cappella Sansevero, Porta Alchemica e Villa Palagonia, sono otto luoghi speciali, fuori dell'ordinario, pensati in e per circostanze straordinarie, destinati a coloro i quali siano disposti a fare un po' di fatica per scoprirli, ascoltarli e comprenderli. Manifesti e al tempo stesso nascosti, sono legati da un filo che delinea, tappa per tappa, un itinerario imprevisto e sorprendente, un percorso iniziatico e simbolico che ne compone la mappatura genetica. Appartenenti a epoche e collocazioni geografiche differenti, sono tutti scaturiti da menti anticonformiste e illuminate e tutti sono stati sfidati e messi alla prova dall'Uomo, facendo di loro anche luoghi di resistenza spirituale. Intrisi di bellezza, simboli, enigmi e mistero, sono stati concepiti dalla comune volontà di confortare il cuore, nutrire l'anima ed elevare la mente.Mostra libro
La storia prima personale e poi professionale di una psicoanalista di orientamento freudiano, ora in pensione. Un itinerario a volte rocambolesco che, a partire dalle aspirazioni iniziali, passa attraverso l'analisi personale, poi l'analisi didattica e, una volta avviato il training si misura anche con i supervisori. Durante questo lungo percorso, che dura quasi quarant'anni, emergono dubbi e ripensamenti. Sono dubbi di ordine personale e, molto, di ordine teorico. La figura di Freud e le sue teorie deludono progressivamente sia in qualità di paziente che in qualità di analista. Il libro racconta diversi casi che hanno alle spalle percorsi analitici fallimentari. In definitiva, la metapsicologia di Freud non la convince. Il problema è che l'IPA ha lasciato che si sviluppassero tecniche e teorie diversissime che vanno tutte sotto il cappello della psicoanalisi. Il caos appare assoluto. Ecco, l'obiettivo di questo libro è di fare i conti con questo caos.Mostra libro
Dai disastri di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima abbiamo fatto sicuramente molta strada, ma che cosa facciamo con i rifiuti e le scorie che le tecnologie nucleari producono? Possiamo dire "lo scopriremo più tardi" e che alla fine una soluzione emergerà, ma non sarebbe giusto condannare le generazioni future a farsi carico delle conseguenze delle nostre scelte. Per questa ragione gli oggetti e le tecnologie che costruiamo dovrebbero essere veramente buoni. Negli ultimi anni sono stati proposti diversi modelli di progettazione responsabile: per esempio, il design per tutti, il design partecipativo e il design inclusivo. Tra i metodi progettuali esistenti, c'è un approccio che nel corso dei suoi vent'anni di storia si è imposto all'attenzione a livello internazionale. Questo è il Value Sensitive Design ovverosia un design o progettazione sensibile ai valori. Steven Umbrello descrive i principi teorici del Value Sensitive Design e ci mostra per quale ragione questo modello di progettazione è quello più promettente per chi è impegnato nella costruzione del nostro futuro secondo un'innovazione responsabile e intelligente.Mostra libro
Gli strumenti tecnologici sono parte integrante della vita quotidiana e proprio per tale ragione è bene che vengano utilizzati in modo sicuro e consapevole. Lo scopo di questa introduzione all'educazione civica digitale è rendere consapevoli gli utenti dell'importanza della sicurezza informatica. È fondamentale conoscere i pericoli che si possono nascondere dietro il progresso tecnologico, "e liberarci dal malware". Questo quaderno, co-finanziato da Cassa Rurale di Ledro – Banca di Credito Cooperativo –, è utile per capire meglio temi come ad esempio cybersecurity e privacy, divenuti ormai indispensabili nel mondo digitale. Iniziativa del Centro Studi della ReD OPEN FACTORY in collaborazione con la Cassa Rurale di Ledro.Mostra libro
Presso un Cenacolo che deve rimanere anonimo, le guide hanno fatto manifestare, a scopo d’insegnamento, un'entità che ha ripetutamente affermato di essere stata sacrificata durante una messa nera. Questa entità, che chiamiamo Kinga (non è questo il suo vero nome) si è manifestata per diverso tempo, sempre molto sofferente, perché sopraffatta dalla sua stessa fine, tanto da sentirsi “sporca”. Fu rapita, violentata e infine uccisa da una setta satanica che aveva bisogno dell’”energia” che alla setta sarebbe giunta dallo stupro e dall’uccisione di una donna molto giovane. I dirigenti della setta erano un magistrato e il vice capo della polizia di una grande città, che abbiamo chiamato T. Sia le guide del Cenacolo, sia la stessa Kinga, hanno più volte ripetuto che molte persone, soprattutto giovani, scompaiono per essere sacrificate nelle messe nere. Le stesse guide hanno spesso commentato, attraverso la legge di reincarnazione, gli stati d’animo di Kinga e dei suoi assassini.Mostra libro