La pressione barometrica a Bologna nel Settecento
Mario Delmonte
Casa editrice: Youcanprint
Sinossi
Osservazioni sui valori di pressione stagionali in base ad osservazioni effettuate dal 1765
Casa editrice: Youcanprint
Osservazioni sui valori di pressione stagionali in base ad osservazioni effettuate dal 1765
Lo usiamo tutti. Ogni anno ne vengono venduti circa un miliardo e mezzo. Se in questi anni c'è stata una rivoluzione – che ha coinvolto tecnologia, economia, abitudini e costume – il suo simbolo è sicuramente l'oggetto più quotidiano che esista, tanto da passare inosservato: lo smartphone. Juan Carlos De Martin ne analizza storia, forme e conseguenze partendo da un dato di cui sinora non si è colta la singolare straordinarietà: per la prima volta nella storia dell'uomo siamo di fronte a un oggetto necessario, di cui non si può fare a meno. Affetti, transazioni bancarie, mobilità, lavoro, la nostra storia e la Storia del mondo passano attraverso quello schermo seducente e, soprattutto, attraverso chi ne gestisce i sistemi operativi, chi ne controlla le app, chi le infrastrutture tecnologiche. "Contro lo smartphone" si chiude con un manifesto che ci richiama alla necessaria attenzione perché si possa immaginare un mondo in cui l'uomo sia davvero padrone della macchina, usandola con fiducia.Mostra libro
La meccanica quantistica «è la fine dell'innocenza della fisica classica», ha detto il fisico Brian Greene. Tutti gli elementi dell'universo non funzionano più come un perfetto meccanismo i cui costituenti hanno uno stato e un destino definito e ineluttabile. Possono trovarsi in una sovrapposizione di situazioni diverse e opposte, quindi imprevedibili, perfino influenzarsi a distanza istantaneamente e modificarsi anche per il semplice fatto che li osserviamo. Eppure la meccanica quantistica funziona, non è mai stata contraddetta e ha permesso la nascita dei semiconduttori e del laser. Siamo noi a dover cambiare la maniera di vedere questo mondo: i paradossi quantistici, diceva Richard Feynman, «sono solo un conflitto tra la realtà e il modo in cui pensiamo che debba essere».Mostra libro
In "Polvere e ossa" si racconta la storia di due paleontologi: uno era darwinista, l'altro lamarckiano. Uno era freddo e distaccato, l'altro esplosivo. Uno era stato educato nelle migliori scuole d'America, l'altro ha scritto il suo primo articolo scientifico prima ancora di laurearsi. Per cinquant'anni, alla fine dell'Ottocento, Edward Drinker Cope e Othniel Charles Marsh fecero a gara a chi accumulava più fossili e pubblicava più studi, spendendo considerevoli quantità di denaro per farlo; e per sabotarsi a vicenda. Gabriele Ferrari ripercorre le tappe e i protagonisti di una rivalità scientifica e umana sempre più feroce e rapidamente degenerata in aperto conflitto, che coinvolse esploratori, soldati, spie, generali, politici e persino Buffalo Bill (oltre a un breve cameo del generale Custer…). Una rivalità figlia non solo dello scontro tra due personalità opposte, ma anche del luogo in cui si è sviluppata. Ambientata per lo più in un Far West desertico e polveroso, tra fossili, dinamite e musei, la guerra delle ossa è una storia profondamente americana che parla di frontiera e destino manifesto, di colonizzazione e genocidio, ma anche di come il capitalismo ha plasmato in maniera decisiva la storia della scienza.Mostra libro
Questa è una storia che parla di lucciole. Di cosa fanno e dove vanno d'inverno, quando non le vediamo. Di ciò che proviamo quando ci appaiono e dei tanti modi di ritrarle nelle leggende e nei racconti popolari, nelle poesie e nelle canzoni, in taccuini di filosofia e romanzi argentini. È un racconto di viaggio, un perdersi nel buio per trovarle e trovarsi, cercando l'imprevedibile, sempre, anche dietro casa. Di come abbandonarsi alla meraviglia del loro spettacolo, senza pensare di impadronirsene o catturarle, ma lasciandosi andare alla contemplazione del loro aspetto di mistero e magia.Mostra libro
Nel 2021 Wikipedia ha compiuto vent'anni di vita. Dal 2001 a oggi è cresciuta costantemente, diventando uno degli attori più importanti che contribuiscono a definire quella che sarà considerata la verità storica di un avvenimento. Wikipedia rappresenta anche il successo di un ethos comunitario che ha alimentato le più importanti conquiste del web collaborativo e che ora sembra messo in crisi in uno scenario dove l'accesso alla rete è sempre più intermediato da piattaforme digitali commerciali. Nonostante la centralità complessiva di Wikipedia nella produzione e diffusione di informazioni, nella costruzione di significati condivisi e, quindi, nella sedimentazione di un sapere collettivo, le dinamiche sottese al suo funzionamento sono ancora in larga parte sconosciute al di fuori dalla cerchia dei suoi collaboratori. Chi decide quali voci si possono pubblicare? Chi fa parte della comunità wikipediana? Come si raggiunge un accordo sui contenuti delle voci? Questo libro è un tentativo di rispondere a queste domande e di ricostruire la genesi e la struttura del progetto wikipediano.Mostra libro
Se si parla di Reclus, non si può non parlare di «geografia sovversiva», e in almeno due sensi. Infatti, al di là di essere un celeberrimo geografo, è stato anche un notissimo sovversivo, autore di articoli e opuscoli dichiaratamente anarchici. Ma si può parlare di geografia sovversiva reclusiana anche in un altro senso, più «disciplinare». Reclus infatti sovvertì letteralmente la geografia: fu uno dei geografi – probabilmente il più geniale – che portò la disciplina geografica da una concezione prevalentemente fisica e politica a una concezione in cui gli elementi fisici e naturali sono strettamente intrecciati a quelli sociali e antropologici. Vero e proprio «ecologista sociale» ante litteram, Reclus merita di essere ricordato non solo per i suoi colossali contributi scientifici, ma anche per il suo più duraturo retaggio intellettuale, ossia per il contributo da lui dato – con almeno mezzo secolo di anticipo – allo sviluppo di una visione ecologica del mondo e della società.Mostra libro