Unisciti a noi in un viaggio nel mondo dei libri!
Aggiungi questo libro allo scaffale
Grey
Scrivi un nuovo commento Default profile 50px
Grey
Iscriviti per leggere l'intero libro o leggi le prime pagine gratuitamente!
All characters reduced
Vulnerabilità radicale - Dialogo con Maura Gancitano - cover

Vulnerabilità radicale - Dialogo con Maura Gancitano

Judith Butler

Traduttore Arrigoni Roberta

Casa editrice: Tlon

  • 0
  • 0
  • 0

Sinossi

Questo testo è la trascrizione dell'intervento di Judith Butler, intervistata da Maura Gancitano, tenuto durante l'evento live Prendiamola con filosofia, organizzato da Tlon e Piano B. Il ricavato delle vendite di questo ebook sarà interamente devoluto all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Disponibile da: 31/03/2021.
Lunghezza di stampa: 12 pagine.

Altri libri che potrebbero interessarti

  • Ciò che era giusto - Eredità e memoria di Alexander Langer - cover

    Ciò che era giusto - Eredità e...

    Goffredo Fofi

    • 0
    • 0
    • 0
    «Non siate tristi. Continuate in ciò che era giusto»: con queste parole si congedava dalla vita Alexander Langer (1946-1995), chiudendo, simbolicamente, un'epoca di lotte e speranze, di "buona politica". A distanza di trent'anni, in un mondo scosso da conflitti armati e nuovi etnonazionalismi, e in un modello di sviluppo economico e sociale sempre più fondato sullo sfruttamento indiscriminato di risorse naturali e umane, la sua eredità spirituale rimane una sorgente di idee e di pratiche per immaginare e costruire un futuro differente. Goffredo Fofi, vecchio amico e sodale di Langer, ne ripercorre la vicenda politica e umana, tra utopie e contraddizioni, generosi sforzi e fragilità nascoste. Fin quasi a tracciare il ritratto di una generazione "sconfitta", ma non "perduta". A completare il volume, un'ampia introduzione storico-biografica, una selezione di testi (alcuni inediti) di Langer e un ricordo di Gad Lerner e Peter Kammerer, che ad Alex furono intensamente legati.
    Mostra libro
  • Il mio nome è Balbir - cover

    Il mio nome è Balbir

    Balbir Singh, Marco Omizzolo

    • 0
    • 0
    • 0
    Almeno sedici ore al giorno, sette giorni alla settimana, 365 giorni all'anno, il tutto moltiplicato per sei anni. A soli ottanta chilometri da Roma, nell'Agro Pontino, Balbir ha lavorato in condizioni di schiavitù per una retribuzione che variava tra i 50 e 150 euro al mese. Per mangiare, rubava il cibo che il padrone italiano gettava alle galline e ai maiali. Un inferno vissuto in un Paese democratico che afferma di essere fondato sul lavoro. Balbir ha però deciso di non rassegnarsi e di ribellarsi, di combattere per la sua e la nostra libertà e dignità, rischiando la vita più volte. Un uomo in rivolta, come direbbe Camus, la cui lotta ed esempio sono il più grande antidoto contro ogni forma di razzismo, fascismo, violenza, sfruttamento e schiavismo. Lui è Balbir Singh, un bracciante indiano, e questa è la sua storia.
    Mostra libro
  • Se la scuola avesse le ruote - Le avventure di una classe in bicicletta e manuale di pedalogia - cover

    Se la scuola avesse le ruote -...

    Emilio Rigatti

    • 0
    • 0
    • 0
    Un professore fuori dell'ordinario fa lezioni in bicicletta insegnando storia, geografia e vita quotidiana. La sua è una forma di resistenza pacifica al degrado della scuola.
    
    Cosa accadrebbe se la scuola avesse le ruote? Ce lo racconta Emilio Rigatti in queste divertenti, ma anche commoventi pagine di "diario di campo" che partono dagli anni Ottanta, a quando lui insegnava in uno sperduto paesino della Carnia, a oggi. Ci spiega, attraverso le sue esperienze dirette, come la bicicletta sia uno dei modi migliori per andare in esplorazione del mondo e confrontare ciò che si è studiato nei libri con la realtà, in antitesi alle gite organizzate con l'autobus a noleggio, sorta di mordi e fuggi, Mc Donald delle esperienze.
    Rigatti mette le ruote alla scuola, pedala con i suoi alunni tra chiese e musei, parchi e aperta campagna, piccoli villaggi e strade bianche, a caccia di arte, storia e geografia, ma anche di divertimento e piccole disavventure. Insegna ai ragazzi la vita, assaporata lentamente, e a muoversi nel mondo anche senza il navigatore. La sua è una ricetta contro la modernizzazione imperante della scuola che vira verso l'appiattimento e l'omologazione, una pacifica resistenza a pedali, lenta ma continua. Regala consigli e aneddoti gustosi e alla fine del libro propone un vero manuale per provare a ripetere le sue esperienze di professore a pedali.
    Mostra libro
  • Guerra dei Trent'anni Storia per principianti: Circostanze corso ed effetti della Guerra dei Trent'anni e il lungo cammino verso la pace - cover

    Guerra dei Trent'anni Storia per...

    Markus Neustedt

    • 0
    • 0
    • 0
    Nuvole scure gettano un'ombra sull'Europa del XVII secolo e colorano il continente di una nebbia oscura. Quando scoppiano, un diluvio di sangue e sudore si abbatte sui Paesi, distruggendo paesaggi e spazzando via intere città. Non c'è mai stata una guerra più spietata nella storia dell'Europa. Tra la costruzione di uno Stato e i conflitti religiosi, i soldati vengono mandati incontro a morte certa e i villaggi vengono rasi al suolo. Ma quanto conosciamo le circostanze in cui l'Europa viene trascinata nel disastro? Come se la passano le persone che sono direttamente colpite dalle conseguenze della guerra?
    Mostra libro
  • Tra neorealismo e persistenze moderniste: il romanzo italiano degli anni Cinquanta - cover

    Tra neorealismo e persistenze...

    Massimiliano Tortora

    • 0
    • 0
    • 0
    Il romanzo italiano degli anni Cinquanta prosegue l'onda lunga del realismo inaugurata da Moravia nel '29 con Gli indifferenti: un realismo che da un lato fa sua la visione del mondo modernista (relativismo, messa in crisi dell'antropocentrismo, verità irraggiungibile) e dall'altra la declina all'interno di una struttura narrativa lineare e a conti fatti tradizionale.
    Ma gli anni Cinquanta hanno una particolarità: testimoniano il momento più florido del romanzo realistico italiano di impianto novecentesco, e anche i suoi segnali di crisi. Già alla fine degli anni Quaranta, attraverso i reportages, sono diverse le voci che cercano nuovi modi di raccontare la realtà. E a cavallo con i Sessanta i venti di sperimentalismo cominciano a smuovere la cattedrale realistica. Ciò non toglie che il romanzo di impianto realistico-sociale, con venature esistenziali, sia quello dominante negli anni Cinquanta, e a cui tutti fanno riferimento, ora per aderirvi (Bassani, Arpino, Cassola, ecc.), ora per distaccarsene (e forse proprio dal campo dei detrattori escono i capolavori del decennio: Gadda e Morante, ad esempio). Questo libro, con singoli affondi saggistici, intende indagare il campo realistico che per motivi di quantità e qualità, per ragioni editoriali, per mutate condizioni economiche del paese, è quello che più di altri è diventato sinonimo di Romanzo italiano degli anni Cinquanta.
    Mostra libro
  • Smartphone - 12 ragioni per non regalarlo alla prima Comunione e neanche alla Cresima - cover

    Smartphone - 12 ragioni per non...

    Stefania Garassini

    • 0
    • 0
    • 0
    "I social network sono a tutti gli effetti potenti sistemi di relazione sociale: nella rete, al di là dello schermo, continuano a esserci persone in carne e ossa."
    Dalla Prefazione di Mariolina Ceriotti Migliarese
    
    Lo smartphone è ormai un regalo quasi scontato alla prima Comunione. Pochi però si chiedono se sia una buona idea mettere nelle mani di un bambino di 9 o 10 anni uno strumento così complesso, oggi ulteriormente potenziato dall'Intelligenza Artificiale. Eppure, scegliere l'età giusta per dare a un ragazzo un cellulare è una decisione importante, perché spalanca le porte di un nuovo mondo, ricco e problematico, destinato a occupare una parte sempre più rilevante della vita di chi lo utilizza. Con questa guida,  che torna in edizione aggiornata e ampliata, l'autrice invita ogni genitore, insegnante, educatore a valutare con grande attenzione i motivi per cui varrebbe la pena aspettare a regalare uno smartphone. Non si tratta di demonizzare uno strumento dalle straordinarie potenzialità, ma semplicemente di usarlo al meglio. I nostri figli. E anche noi.
    Mostra libro