La Guerra Interiore
John Mumba
Editorial: Babelcube
Sinopsis
The guerra interiore è una narrativa biblica unica, in quanto non si basa su credenze e religioni teologiche. È una storia avvincente che tutti troveranno interessante da leggere.
Editorial: Babelcube
The guerra interiore è una narrativa biblica unica, in quanto non si basa su credenze e religioni teologiche. È una storia avvincente che tutti troveranno interessante da leggere.
Le due forze motrici della nostra vita sono: la paura e l'amore. La paura ci protegge, l'amore crea e sviluppa la nostra vita. Come possiamo far diventare la paura un dono? Scrivere un libro sulle paure rappresenta un viaggio verso la nostra libertà e, per arrivarci, abbiamo bisogno di incontrare le tortuosità della vita. Spesso queste tortuosità si presentano sotto forma di dolori, mal di vivere, palpitazioni, incontri, scontri, paure… A cosa serve tutto questo? A scorgere le parti migliori di noi. Ecco perché la paura può essere un dono, può cioè proteggerci e farci notare che abbiamo bisogno di liberare le nostre potenzialità. Dietro le paure fobiche si nascondono i nostri talenti, la nostra voglia di libertà, il coraggio di vivere.Ver libro
Il 14 maggio 2018 ricorreva l'anniversario della fondazione dello Stato di Israele, avvenuta nel 1948 in ottemperanza alla risoluzione delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947. Nella ricorrenza di tale anniversario, il presidente Donald Trump ha voluto che avvenisse il trasferimento dell'ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme. Questa decisione, oltre ad avere un forte significato simbolico, ha anche una grande rilevanza politica, in quanto si oppone all'indirizzo finora seguito su questa delicata materia dalla gran parte della comunità internazionale in ottemperanza alle varie risoluzioni delle Nazioni Unite. Le vicende degli ultimi decenni dimostrano come il problema della «Città santa» e quello riguardante la soluzione del conflitto israelo-palestinese siano strettamente legati e interdipendenti, e questo fatto non può essere ignorato, né tantomeno sottovalutato. Ecco perché La Civiltà Cattolica decide adesso di pubblicare il secondo volume della collana «Accènti» su Gerusalemme (205 pagine), raccogliendo dall'archivio della rivista quindici saggi tra i tanti pubblicati nel tempo. Il volume si compone di quattro parti. La prima parte si sofferma sulla città santa, in tensione tra il suo possibile ruolo di capitale e quello di città aperta. La seconda parte del volume è dedicata al contesto storico-politico. Si apre con un saggio del p. Antonio Messineo scritto nel 1951. La terza parte è dedicata alle visite dei Papi in Terra Santa. La quarta parte del volume è un approfondimento storico e archeologico sulla città di Gerusalemme.Ver libro
Pietra miliare nella storia della Chiesa, il Concilio di Nicea, contro Ario che sosteneva che il Figlio Gesù fosse una semplice "creatura" e quindi "inferiore" al Padre, proclamò invece che «Gesù Cristo è Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, consostanziale al Padre». Cosa vuol dire tutto ciò? Chi è Gesù Cristo per noi, oggi? Partendo da questa domanda decisiva, Ludwig Monti, fine esegeta, nel presente volume ci propone un percorso che dalla cristologia "alta" di Nicea ci riporta a quella dei Vangeli. Lo fa prendendo in esame alcuni incontri di Gesù, lungo il suo ministero pubblico: relazioni che testimoniano il suo essere il Figlio di Dio nel suo "esserci-per-altri". In una parola, la "pre-esistenza" del Figlio vista come "pro-esistenza", vita donata per gli altri, come ben emerge dai racconti della passione, morte e resurrezione, culmine di questo percorso. Il Concilio di Nicea, dunque, come più volte ribadito da Papa Francesco, «affermando che il Figlio è della stessa sostanza del Padre, mette in luce qualcosa di essenziale: in Gesù possiamo conoscere il volto di Dio e, allo stesso tempo, anche il volto dell'uomo, scoprendoci figli nel Figlio e fratelli tra di noi».Ver libro
Un viaggio affascinante attraverso il tempo, il simbolismo e la coscienza interiore. Dalle antiche civiltà mesopotamiche ai misteri del Vaticano, passando per l’Egitto, l’India e il pensiero greco, questo libro traccia un filo invisibile ma potente che unisce culture, religioni e conoscenze millenarie: il simbolo del terzo occhio. La ghiandola pineale, spesso ignorata dalla scienza moderna, è stata al centro di rappresentazioni sacre, miti, bassorilievi e rituali. Era davvero considerata una finestra sulla divinità? Un organo della percezione interiore? O forse un ponte tra spirito e materia? Con uno stile chiaro e coinvolgente, questo libro unisce: analisi storiche e simboliche, comparazioni anatomiche e spirituali, riferimenti iconografici e filosofici, un linguaggio accessibile ma ricco di profondità. “Il Terzo Occhio dalle Antiche Civiltà ad Oggi” è più di un saggio: è un invito a riscoprire quella parte invisibile di noi stessi che da sempre osserva... anche quando gli occhi sono chiusi.Ver libro
Il testo di questa conferenza in origine fu scritto in risposta a un invito alla Yale University da parte di diversi sponsor. Versioni di questa stessa conferenza furono presentate nel 2015 alla Northeastern University, e nel 2016 alla Yale University, alla New York University, alla University of Washington, Seattle, alla University of British Columbia, Vancouver, e alla University of Colorado, Boulder, alla Harvard University, e alla Brown University, così come al Dhamma Patapa Vipassana Center, Georgia.Ver libro
Se Dio c'è ed è come ce lo ha raccontato Gesù, un Padre misericordioso, come può esistere il dolore, come può permetterlo? Non cercate nella Scrittura una risposta al grande quesito. Ma nemmeno, come ancora succede, dite che Dio apprezza la sofferenza o, peggio, che la invia. Niente del genere. Parlare del dolore significa entrare nel tempio sacro del mistero. Disposti ad ascoltare, a ragionare, a meditare, a guardare, fino ad arrivare ai piedi della collina dove Dio, anziché ribellarsi al dolore inflittogli dagli uomini, lo assume e lo redime.Ver libro