La notte sotto la pelle
Isabella Di Grazia
Casa editrice: Youcanprint
Sinossi
Alcuni destini non sono scritti nelle stelle, pulsano, al ritmo del nostro cuore, diventando l'ombra dei nostri passi.
Casa editrice: Youcanprint
Alcuni destini non sono scritti nelle stelle, pulsano, al ritmo del nostro cuore, diventando l'ombra dei nostri passi.
Nel centenario della morte di Giacomo Puccini (avvenuta a Bruxelles il 29 novembre 1924) torna in libreria la più celebre biografia del musicista lucchese, pubblicata da Vallecchi nel 1974 in occasione del cinquantenario. La narrazione è scandita dalla successione cronologica delle opere, ognuna delle quali costituisce di fatto una storia a sé. Ne emergono il profilo del musicista e quello dell'uomo, i successi e le delusioni, le polemiche e le passioni, le relazioni personali e quelle professionali, il contesto storico, sociale e politico. Un ritratto vivo, mai agiografico, un testo di esemplare chiarezza e rigore scientifico, scritto magnificamente da uno dei più grandi giornalisti e divulgatori musicali italiani del Novecento. Un libro attualissimo anche oggi, tanto che nemmeno una virgola è stata cambiata rispetto all'edizione originaria. Prefazione di Angelo Foletto.Contributi di Francesco Ermini Polacci e Giuseppe Rossi.Mostra libro
A partire dalla storia di un progetto collettivo, lo studio di architettura TAMassociati, e dalle esperienze sul campo con Emergency, Pantaleo delinea un'intuizione centrale per l'architettura nell'epoca dell'Antropocene: la contemporaneità richiede un modello corale, che esplori un approccio progettuale cooperativo incentrato sul noi, abbandonando l'io individualista e autoriale. Di fronte all'apparente inefficacia degli strumenti attuali nell'affrontare una crisi ambientale e sociale che pare irreversibile, la progettazione di spazi condivisi può essere una risposta concreta per la cura del presente e del domani, a condizione di mettere al centro concetti come partecipazione, attivismo, riconciliazione, bellezza e soprattutto dono. Un atto dirompente in grado di sovvertire l'imperante logica del profitto. È dunque arrivato il momento che l'architettura dell'io, spettacolare e al servizio del capitale, lasci il posto alle architetture del noi, plurali, collaborative, libertarie, in grado di ricostruire i legami comunitari e dare forma a un abitare più equo.Mostra libro
Dance Me to the End of the World è un libropercorso, un atto teatrale da vivere fuori dal teatro, un'opera interattiva che può essere letta e agita da chiunque la prenda in mano. Figlio del progetto UNLOCK THE CITY!, realizzato dal Piccolo Teatro in collaborazione con il Politecnico di Milano e altri cinque partner internazionali, questo esperimento artistico parte dal territorio – il quartiere milanese di Corvetto – per ripensare i rapporti tra corpi e ambiente, centro e periferia, individuo e città. Per mesi il collettivo Sotterraneo ha vissuto questo luogo, incontrandone gli abitanti e percorrendone le strade: il risultato è un testo ibrido tra carta e performance, un «manuale» di 30 esercizi (più uno) che trasforma il lettore in performer e lo spazio pubblico in palcoscenico. In queste pagine, passeggiate, giochi, telefonate, atti poetici e politici, dialoghi immaginari e gesti reali si alternano per stimolare attenzione, stupore, empatia: ogni esercizio, accompagnato dalle illustrazioni di Lorenzo Sartori, diventa così una soglia da varcare, dove smarrirsi è un modo per ritrovarsi, reinventando la propria presenza nello spazio. Dance Me to the End of the World ci offre l'occasione di riscoprire la città, ogni città, come campo da gioco, paesaggio da attivare, corpo collettivo da interrogare. Un'opera che non descrive un quartiere, ma lo mette in scena, mostrandoci come lo spazio urbano non vada solamente osservato ma abitato, attraversato, interpretato, immaginato, trasformato; a volte poi, per capirla davvero, una città, bisogna ballarci dentro fino a perdersi.Mostra libro
Diventato ormai introvabile se non in poche copie antiquarie e biblioteche specialistiche, grazie a questa nuova edizione L'Albania di Baldacci è per la prima volta accessibile al grande pubblico di studiosi, viaggiatori e appassionati della piccola e antichissima nazione balcanica, nostra dirimpettaia sulla sponda orientale dell'Adriatico. Antonio Baldacci (1867-1950), geografo e botanico, dedicò all'Albania cinquant'anni di studi e ricerche sul campo. Nei primi decenni del XX secolo gli scavi condotti dall'archeologo Luigi Maria Ugolini portarono alla luce le rovine di Butrinto: proprio come Schliemann, che sulla base dell'epica omerica aveva individuato i resti di Troia e Micene, attraverso gli indizi disseminati nell'Eneide Ugolini identificò nell'Albania meridionale l'antica Buthrotum dove Enea avrebbe interrogato l'oracolo di Apollo. Nell'Albania di Baldacci, storia, scienze naturali e topografia s'intrecciano a creare sentieri sospesi fra storia e mito. La minuziosità dello scienziato si illumina di suggestioni narrative che lasciano trasparire l'essenza di un Paese dalle origini preomeriche, le cui tradizioni hanno incuriosito, sedotto e affascinato artisti e scrittori di tutta Europa. Il paese è descritto nelle superfici e nelle profondità, ponti, anfratti, scogli e fari compresi. Una sezione di questo volume contiene anche un piccolo portolano a uso dei naviganti per fornire indicazioni pratiche a navi mercantili e piroscafi che incrociavano in quelle acque. A rileggerlo oggi, l'immaginazione ci conduce ad altri tempi, quando viaggiatori d'ogni dove trovavano qui l'ultima Thule, la porta d'ingresso per mondi ancora inesplorati, in quella che Mary Edith Durham definì "la terra del passato vivente".Mostra libro
Sin dalle origini, nell'antica Atene, la pratica teatrale comprende due aspetti complementari: la drammaturgia e la regia. I drammi nascono come copioni, destinati ad essere imparati a memoria. Una volta trascritti diventano parte di una lunga catena di tradizione e ricezione, formata da innumerevoli traduzioni e riscritture. Ne danno testimonianza i testi qui raccolti, per la prima volta sottoposti a un confronto diretto: Pace di Aristofane, nella traduzione di Martina Treu, e Pace! Esorcismo da Aristofane di Marco Martinelli, riscrittura della stessa commedia, rivista, corredata di note e del saggio inedito Aristofane a Pompei. All'antica città vesuviana il volume fa capo per nascita e fine, come premessa e manuale di 'istruzioni per l'uso' al più ampio progetto aristofaneo mai prodotto finora: Sogno di volare, dopo il successo di Uccelli (2022) prevede l'allestimento di una 'trilogia aristofanea', prodotta da Parco Archeologico di Pompei e Ravenna Festival. Il volume intende fornire ad attori, lettori e spettatori, ma anche ai visitatori di Pompei, strumenti utili per fruire dei testi nella loro dimensione teatrale, secondo l'intento che caratterizza l'intera collana.Mostra libro
La tecnica di Seurat riduce le figure a insiemi di punti materiali colorati: vista da vicino, la struttura atomica delle figure risalta, mentre vista da lontano svanisce. Collana diretta da Piergiorgio OdifreddiMostra libro