Unisciti a noi in un viaggio nel mondo dei libri!
Aggiungi questo libro allo scaffale
Grey
Scrivi un nuovo commento Default profile 50px
Grey
Iscriviti per leggere l'intero libro o leggi le prime pagine gratuitamente!
All characters reduced
Pomodori rosso sangue - cover

Pomodori rosso sangue

Diletta Bellotti

Casa editrice: Nottetempo

  • 0
  • 0
  • 0

Sinossi

C'è una persona avvolta nella bandiera italiana, in piazza, in una grande città. Ha in mano un pomodoro. I campi e le baraccopoli sono lontani, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici della terra non si vede, e nemmeno la violenza dei caporali. Il cibo è quella cosa pulita che la grande distribuzione organizzata ci mette davanti. Cosa c'è di più genuino e made in Italy di un pomodoro? Ma quel frutto così familiare, raccolto da persone che molto spesso non hanno la cittadinanza italiana né un permesso di soggiorno né un contratto di lavoro regolare, non è sano come sembra: gronda sangue, che dalla bocca cola sul corpo e sulle mani di chi lo sta mangiando. A portare in piazza la protesta contro l'"invisibilizzazione" di coloro che coltivano quei pomodori in condizioni disumanizzanti è Diletta Bellotti, che ha creato, insieme ad altre persone che ne hanno condiviso l'urgenza, una campagna collettiva di informazione e sensibilizzazione chiamata "Pomodori rosso sangue". L'impegno di Bellotti per un cibo e un mondo un po' meno ingiusti è proseguito senza sosta, sul territorio, in rete e sui giornali, dal 2019 a oggi.
Questa testimonianza intensa e senza filtri, che è anche un diario di viaggio nell'azione politica, apre "le pieghe della globalizzazione" nascoste alla periferia del consumo e mostra il rovescio (il rimosso) della produttività capitalistica: i corpi usa e getta dei lavoratori migranti che abitano le baracche cercando di sopravvivere e di rivendicare faticosamente i propri diritti.
Disponibile da: 05/07/2024.
Lunghezza di stampa: 132 pagine.

Altri libri che potrebbero interessarti

  • Attivare e facilitare i gruppi di auto mutuo aiuto - cover

    Attivare e facilitare i gruppi...

    Valentina Calcaterra

    • 0
    • 0
    • 0
    Incontrarsi, confrontarsi e sostenersi a vicenda sono esperienze spontanee dell'essere umano nei momenti di difficoltà. Quella di aiutarsi è quindi una competenza naturale, che va però ricordata e sollecitata. Come agevolare questo processo? Come renderlo ancora più efficace? Come integrarlo nella rete del welfare?
    Il testo, rivolto sia ai professionisti che ai volontari, presenta in maniera ragionata la realtà dei gruppi di auto/mutuo aiuto: si concentra sui passi imprescindibili da compiere per chiunque voglia attivare un gruppo e/o vi partecipi come facilitatore e fornisce indicazioni concrete per gestirlo e favorirne lo sviluppo.
    
    Incontrarsi, confrontarsi e sostenersi a vicenda sono esperienze spontanee dell'essere umano nei momenti di difficoltà. Quella di aiutarsi è quindi una competenza naturale, che va però ricordata e sollecitata. Come agevolare questo processo? Come renderlo ancora più efficace? Come integrarlo nella rete del welfare?
    Il testo, rivolto sia ai professionisti che ai volontari, presenta in maniera ragionata la realtà dei gruppi di auto/mutuo aiuto: si concentra sui passi imprescindibili da compiere per chiunque voglia attivare un gruppo e/o vi partecipi come facilitatore e fornisce indicazioni concrete per gestirlo e favorirne lo sviluppo.
    Mostra libro
  • Vittime perfette - cover

    Vittime perfette

    Mohammed El Kurd

    • 0
    • 0
    • 0
    Dopo il 7 ottobre 2023 il tema della rappresentazione dei palestinesi e del loro diritto di parola è diventato, se possibile, ancora più attuale. Chi può descrivere l'orrore in Palestina e tratteggiarne un contesto veritiero, senza ipocrisia, durante un massacro trasmesso in diretta mondiale? Di chi la voce che possa rappresentare persone in lotta per la propria liberazione e non solo vittime perfette a uso e consumo dei media internazionali? Mohammed El-Kurd, poeta, scrittore e giornalista nato a Sheikh Jarrah, combina magistralmente la sua esperienza personale di palestinese che ha subito l'allontanamento forzato da casa, con la storia del suo popolo e il reportage sugli ultimi avvenimenti dell'occupazione di Gaza. In questo saggio riflette sul modo in cui il potere politico delle immagini condiziona e modifica come ci relazioniamo con il mondo. Se guardiamo all'ambito geopolitico e dei diritti umani, le immagini non si limitano a rappresentare: decidono chi è degno di compassione, chi può parlare, chi può esistere e resistere. Perché i palestinesi devono dimostrare continuamente la loro umanità per essere accolti? Perché non possono odiare il loro oppressore e devono invece limitarsi a chiedere al mondo di sopravvivere? Vittime perfette ci interroga sulle fondamenta del discorso pubblico, andando oltre l'attualità. Se per essere ascoltati i palestinesi devono diventare "accettabili", allora gli strumenti stessi dell'ascolto sono compromessi. Con una prosa coraggiosa e precisione lirica, Mohammed El-Kurd rifiuta una vita trascorsa a essere oggetto di un discorso e mai soggetto. Invece di chiedere agli oppressi di comportarsi come una vittima perfetta, El-Kurd ribalta lo sguardo e chiede ad amici e nemici di guardare i palestinesi negli occhi, rinunciando sia alla deferenza che alla condanna.
    Mostra libro
  • Gli sciamani non ci salveranno - cover

    Gli sciamani non ci salveranno

    Stefano De Matteis

    • 0
    • 0
    • 0
    Gli atei di oggi sono molto credenti: più l'Occidente tramonta, più il materialismo dei consumi e della tecnologia diventa irrinunciabile e più si cerca riparo in spiritualità alternative con cocktail autoprodotti di alchimia e tarocchi, metempsicosi, ufo ed esperienze extracorporee... Ma tra lo yoga e la meditazione uno spazio consistente lo ritaglia un nugolo di sedicenti sciamani che invadono la scena sotterranea del misticismo e guidano una vasta clientela alla ricerca di sé. Alle loro spalle si agitano fantasmi molto reali: dal falso sciamano di Capitol Hill a Davi Kopenawa, vero sciamano yanomami divenuto nuova stella dell'ecologia, da Black Elk, Lakota in odore di santità, fino a un misconosciuto saggio maori, Tamati Ranapiri, che ha lasciato una lezione inascoltata dall'Occidente. A partire da qui e al di là dello sciamanesimo «new age», il pensiero nativo, per lo più ignorato quando non dileggiato, andrebbe preso sul serio per le indicazioni importanti che ci offre per il nostro futuro, a cominciare dalla responsabilità di prenderci cura della natura di cui facciamo parte, dopo averla per secoli solo sfruttata.
    Mostra libro
  • Genitori e nonni: alleati o rivali? - cover

    Genitori e nonni: alleati o rivali?

    Vittoria Cesari Lusso

    • 0
    • 0
    • 0
    L'arrivo di una nuova generazione in famiglia comporta cambiamenti di ruolo e di rapporti di cui spesso non si tiene abbastanza conto. Se è vero che oggigiorno anziani e giovani genitori di solito non vivono più sotto lo stesso tetto, è anche vero che tale relazione non ha perso di intensità e di spessore, sul piano sia affettivo che materiale. Anzi! Sotto molti aspetti i cambiamenti sociali l'hanno resa più complessa. Come gestirla al meglio? Questo libro fornisce molte idee, esposte con genuina sincerità e simpatici tocchi umoristici, che aiutano a:
    • definire e rispettare i ruoli reciproci, senza rimanere avvinghiati a quelli del passato;
    • accettare i propri limiti e gestire le paure;
    • scoprire come tenere lontane gelosie e rivalità e incrementare gratificazioni e alleanze;
    • fare buon uso della comunicazione orale e scritta per moltiplicare i piccoli e grandi piaceri offerti dalle relazioni tra generazioni.
    
    Rivolto a genitori, nonni, ma anche consulenti in materia di relazioni familiari, il volume si articola in 10 «episodi» nei quali l'autrice alterna e rielabora esperienze di vita, propria e altrui, e conoscenze tratte dalla letteratura; ognuno riporta in chiusura, a titolo di promemoria, sette idee «ecologiche» sulle principali dinamiche della relazione genitori-nonni e sulle risorse da utilizzare per disinnescare inutili rivalità e coltivare floride alleanze.
    
    Un libro accattivante che ogni giovane genitore dovrebbe regalare ai nonni; e ogni nonno ai propri figli diventati genitori.
    
    L'arrivo di una nuova generazione in famiglia comporta cambiamenti di ruolo e di rapporti di cui spesso non si tiene abbastanza conto. Se è vero che oggigiorno anziani e giovani genitori di solito non vivono più sotto lo stesso tetto, è anche vero che tale relazione non ha perso di intensità e di spessore, sul piano sia affettivo che materiale. Anzi! Sotto molti aspetti i cambiamenti sociali l'hanno resa più complessa. Come gestirla al meglio? Questo libro fornisce molte idee, esposte con genuina sincerità e simpatici tocchi umoristici, che aiutano a:
    • definire e rispettare i ruoli reciproci, senza rimanere avvinghiati a quelli del passato;
    • accettare i propri limiti e gestire le paure;
    • scoprire come tenere lontane gelosie e rivalità e incrementare gratificazioni e alleanze;
    • fare buon uso della comunicazione orale e scritta per moltiplicare i piccoli e grandi piaceri offerti dalle relazioni tra generazioni.
    
    Rivolto a genitori, nonni, ma anche consulenti in materia di relazioni familiari, il volume si articola in 10 «episodi» nei quali l'autrice alterna e rielabora esperienze di vita, propria e altrui, e conoscenze tratte dalla letteratura; ognuno riporta in chiusura, a titolo di promemoria, sette idee «ecologiche» sulle principali dinamiche della relazione genitori-nonni e sulle risorse da utilizzare per disinnescare inutili rivalità e coltivare floride alleanze.
    
    Un libro accattivante che ogni giovane genitore dovrebbe regalare ai nonni; e ogni nonno ai propri figli diventati genitori.
    Mostra libro
  • Buffoni nani e schiavi dei Gonzaga ai tempi d'Isabella d'Este - cover

    Buffoni nani e schiavi dei...

    Alessandro Luzio, Rodolfo Renier

    • 0
    • 0
    • 0
    Fu già notato, e assai bene, come lo sviluppo dell'individualismo recasse seco nel glorioso nostro rinascimento il fiorire dei motti, delle facezie, delle burle, di tutto insomma quello spirito della beffa, che un Pontano stimò utile codificare nel suo De Sermone ed un Castiglione giudico, entro certi limiti, elemento urbano e piacevole nelle corti.
    Le facezie si raccolsero, si riprodussero, si divulgarono, divennero tradizionali, e con esse certi nomi di uomini sollazzevoli o di buffoni. Un cronista celebre di Perugia, il Matarazzo, notava alla fine del secolo XV essere dicevole alla magnificenza d'un gran signore il possedere, oltreché cavalli, cani, sparvieri, bestie feroci, anche buffoni.
    [...]
    Scopo di quest'articolo e di porre in luce, con la scorta di documenti, i buffoni della corte mantovana al tempo d'Isabella d'Este Gonzaga, che vi giunse sposa sedicenne nel 1490 e vi mori nel 1539.
    Non sarà purtroppo una storia seguita quella che potremo tessere, ma piuttosto una serie di spigolature, che le memorie di quei bizzarri personaggi, tanto cari ai signori del tempo, ci giunsero frammentarie e con molte lacune. Né solo ci occuperemo di quelli che in Mantova dimorarono abitualmente, ma terremo conto eziandio di coloro che vi passarono o di cui giunsero notizie alla corte mantovana. Gli stessi vincoli di parentela che nell'ultimo decennio del secolo XV legarono le famiglie degli Este, degli Sforza e dei Gonzaga pei matrimoni di Isabella d'Este con Francesco Gonzaga, di Anna Sforza con Alfonso d'Este, di Beatrice d'Este col Moro, spiegano i continui passaggi dei buffoni in quel tempo dall'una all'altra di queste tre corti, onde noi, per adottare un criterio qualsiasi di divisione, ci atterremo alla cronologia, e prima discorreremo dei buffoni fioriti nel secolo XV e nei primi anni del XVI, poi di quelli, che formano un gruppo speciale, vissuti più addentro nel cinquecento.
    Mostra libro
  • Siria il giorno dopo - Le ferite e le speranze - cover

    Siria il giorno dopo - Le ferite...

    Dachan

    • 0
    • 0
    • 0
    «Sono partita da Ancona di notte, sotto la pioggia, con un treno diretto a Roma. C'è un punto in cui la ferrovia sembra camminare sull'acqua. Al ritorno, da quel punto, avrei rivisto il porto della mia città e il cerchio si sarebbe chiuso. Sono entrata in Siria il 27 dicembre 2024, diciannove giorni dopo la caduta di Assad, quattordici anni di guerra e cinquantaquattro di regime. Nel Paese delle mie origini ho ripreso confidenza con la notte e il valzer dei pensieri che arrivano tutti insieme.»
    
    Con Siria, il giorno dopo, Asmae Dachan fa un viaggio che da Ancona, dov'è nata, la porta ad Aleppo, la città della sua famiglia, per comporre un mosaico di luoghi e persone. Da Jiza, la città di Hamza al-Khatib, torturato e ucciso a undici anni, a Dar'a; da Darayya a Sednaya, «la macelleria umana di Assad»; da Damasco, dove la guerra sembra non esserci mai stata, a Ghouta, Homs e Hama, Idlib e infine Aleppo, le radici.
    Incontri pieni di dolore si mescolano a incontri di speranza, come quelli con due adolescenti che salvano libri e oggetti d'arte o un artigiano che riapre la sua bottega di biciclette. Storie di famiglie che riportano in vita i morti e gli scomparsi, i mafqudin, le persone arrestate, allontanate forzatamente dalle loro case, lasciando chi resta in una vita sospesa. Come si scrive la parola fine a tutto questo?
    Mostra libro