Join us on a literary world trip!
Add this book to bookshelf
Grey
Write a new comment Default profile 50px
Grey
Subscribe to read the full book or read the first pages for free!
All characters reduced
Due vite Backpacker e Bipolare - cover

Due vite Backpacker e Bipolare

Daniela Dessena

Publisher: Europa Edizioni

  • 0
  • 0
  • 0

Summary

La vita di Daniela è un mix di emozioni e avventure: un carattere forte, i viaggi in giro per il mondo con soltanto uno zaino sulle spalle, mille lavori per guadagnare il necessario per raggiungere la prossima meta, tanti amici per ogni Paese visitato. Poi la diagnosi: disturbo bipolare. Tutte le certezze sembrano crollare, iniziano la depressione, gli sbalzi di umore, l’andirivieni incessante tra ospedali e uffici per sbrigare le pratiche burocratiche. La sua stessa identità si frammenta, il bandolo della matassa sembra ormai perduto... Una storia dura, autentica, capace di mostrare il volto più umano e sofferente del disturbo bipolare, verso la riconquista della propria autonomia e identità.
 
Available since: 12/31/2022.

Other books that might interest you

  • Ero l'amante di Rodin - Viva vissuta di Camille Claudel - cover

    Ero l'amante di Rodin - Viva...

    Annalisa Fabbri

    • 0
    • 0
    • 0
    Parigi, fine Ottocento. Camille Claudel è una giovane scultrice dal talento straordinario, determinata a conquistare il mondo dell'arte, ma il mondo non è pronto ad accettare il genio di una donna. Dalle campagne della champagne agli atelier parigini, incontra Auguste Rodin. Quello che inizia come un rapporto maestro-allieva si trasforma in una passione tormentata. Camille lotta per emergere dall'ombra del celebre amante, creando opere di rara bellezza mentre il loro amore si trasforma in ossessione. Ma il prezzo da pagare per la libertà artistica è altissimo: la famiglia la ripudia, la società la giudica, e quando Rodin la abbandona, Camille precipita in un abisso di solitudine e paranoia. Annalisa Fabbri ricostruisce con straordinaria intensità la vita di un'artista che ha sfidato le convenzioni sociali del suo tempo. Ci conduce nel cuore pulsante della Parigi fin de siècle, dove creatività e pregiudizio si scontrano in una battaglia senza esclusione di colpi. Un ritratto potente della condizione femminile e delle dinamiche familiari che possono distruggere anche i talenti più puri.
    Show book
  • La paura ferisce come un coltello arrugginito - cover

    La paura ferisce come un...

    Giulia Scomazzon

    • 0
    • 0
    • 0
    Roberta e Giulia: madre e figlia, separate per sempre nel 1995 da un male terribile e ancora senza terapie efficaci come l'aids. Giulia allora ha otto anni, e a lungo la vera causa della morte di Roberta le verrà tenuta nascosta: la nonna e il padre temono infatti lo stigma con cui la società dell'epoca condanna la malattia e le migliaia di persone che la contrassero perché furono, spesso solo per un periodo della loro vita, "tossicodipendenti". Ma la reticenza e la finzione si fanno sempre più insostenibili ed ecco che, con ostinazione e per intima necessità, Giulia ormai adulta decide di lavorare sulla memoria individuale e collettiva, sulla sua storia che è anche la storia dimenticata di tante altre persone. Vuole restituire un'immagine veritiera e completa di Roberta, donna affettuosa e gentile, operaia in fabbrica, amorevole preparatrice di torte, morta di un male non nominabile. A completare la figura sfocata della madre, che Giulia ricerca avidamente nelle fotografie di famiglia, viene chiamato anche Andrea, il padre che per tutta la vita ha tentato a suo modo di proteggerla tenendola distante da un passato troppo doloroso.
    In questo memoir lucido, tagliente e intenso, Giulia Scomazzon pone a se stessa e al lettore la domanda più difficile: come si supera la paura del passato e dell'assenza? E come si affrontano i modi imprevedibili attraverso cui il lutto si muove su di noi?
    Show book
  • L'arte che abbiamo attraversato - Fotogrammi di entusiasmo e avventure - cover

    L'arte che abbiamo attraversato...

    Anna Peyron

    • 0
    • 0
    • 0
    «Una fortunata coincidenza anagrafica la mia, che mi ha permesso di vivere a Torino quei vent'anni di entusiasmo e avventure.» Così comincia il racconto di Anna Peyron dei suoi anni Sessanta e Settanta in una città che vive in pieno il boom economico e in cui la scena artistica è estremamente vivace. A partire dalla galleria torinese di Gian Enzo Sperone, dove entrano Merz, Penone, Boetti, Paolini, Zorio, Gilardi, Anselmo, Pascali e molti altri, si compone una storia da cui emergono alcuni fotogrammi: la famiglia, la musica, il teatro, il cinema, i libri, le battaglie, il gioco, Londra, Venezia, l'Isola di Wight. Pezzi in soggettiva di un tempo affascinante e imprevedibile, sempre inseguendo il cambiamento e la bellezza, fino all'avventura del Deserto, un vivaio costruito come «una grande e meravigliosa astronave», come la definisce Pistoletto. Perché l'arte non si abbandona mai.
    Show book
  • Lo zio Hombert - cover

    Lo zio Hombert

    Domenico Mannella

    • 0
    • 0
    • 0
    Uno spaccato autobiografico imperniato sulla figura carismatica dello zio dell' autore, il prof.Umberto Patalano, condito con riferimenti di carattere storico e impressioni dettate dall'esperienza e dalla sensibilità dell'autore stesso.
    Show book
  • Sylvia Plath Le api sono tutte donne - cover

    Sylvia Plath Le api sono tutte...

    Antonella Grandicelli

    • 0
    • 0
    • 0
    Un grandissimo talento, una favolosa bellezza, un'intelligenza acuta e sensibile.
    Nata a Boston nel 1932, Sylvia Plath mostra segni della sua eccezionalità fin da bambina e sembra destinata a una vita di soddisfazioni e successi. Pubblica la prima poesia a dieci anni, a diciotto vince una borsa di studio per il più prestigioso college femminile della East Coast americana, a ventitré va a terminare gli studi a Cambridge grazie a una borsa Fulbright.
    Qui incontra l'uomo della sua vita, Ted Hughes, giovane poeta dal brillante futuro, di cui si innamora perdutamente e che sposa. Belli e talentuosi, vivono tra le due coste dell'Atlantico, dedicandosi pienamente alla loro poesia e ai due figli.
    Una favola perfetta? All'alba dell'11 febbraio 1963, a trent'anni, Sylvia Plath si toglie la vita. Dietro di sé lascia incredibili poesie e un triste interrogativo su questa drammatica scelta. Attraverso la sua voce, ascoltiamo la storia di una delle più grandi poetesse del Novecento, la dolorosa lotta tra le sue luci e le sue ombre, l'ascesa e la caduta.
    La divina fragilità di un'anima.
    Show book
  • Una mamma lo sa - cover

    Una mamma lo sa

    Anonymous

    • 0
    • 0
    • 0
    La lotta contro il cancro di Giacomo, dalla diagnosi alla remissione. Il coraggio e la dignità di una donna. La forza immensa dell'amore materno.
    
    Questa è la storia di una ragazza che nella vita aveva tutto ciò che si può desiderare: la favola e l'amore di suo marito, due figli meravigliosi, la popolarità, un lavoro gratificante nato per caso.
    
    
    Ma nella vita, un po' come a scuola, a volte arriva "l'interrogazione a sorpresa". E arriva proprio quando meno te l'aspetti.
    
    
    Il colpo che affonda il cuore e l'anima di questa mamma è una diagnosi terribile che riguarda il suo bambino di otto anni.
    
    
    All'improvviso, Elena Santarelli si trasforma semplicemente in "Mamma Elena". E deve imparare un nuovo modo per affacciarsi alla vita. Deve inventarsi come insegnare a Giacomo il significato di parole che nessun bambino dovrebbe ascoltare: "tumore" e "chemioterapia". Deve raccogliere i suoi capelli dal cuscino perché al mattino non li ritrovi, e trattenere fiumi di lacrime. Deve accompagnarlo in un inferno nel quale, però, si possono incontrare medici vestiti da orsacchiotti, piccole principesse bionde e magiche dottoresse dai capelli blu. Ma anche nelle difficoltà più impreviste e dolorose una mamma lo sa, come prendersi cura di suo figlio.
    
    
    Questa è una storia di dolore, di fatica, di rabbia, ma anche di amicizia, di coraggio e solidarietà. Elena Santarelli ha deciso di raccontarla perché il tumore (che fa paura, scoraggia, alimenta false illusioni) conosce anche la sconfitta. Il tumore può perdere. Il tumore se ne può andare. E attraverso i suoi pensieri, svela come una situazione inizialmente devastante può essere affrontata con determinazione e gentilezza. Si può vincere! contributori LE Ilaria Silvestri
    Show book