¡Acompáñanos a viajar por el mundo de los libros!
Añadir este libro a la estantería
Grey
Escribe un nuevo comentario Default profile 50px
Grey
Suscríbete para leer el libro completo o lee las primeras páginas gratis.
All characters reduced
Figure teatrali dell’alterità - La zingara nello spettacolo italiano fra Cinque e Seicento - cover

Figure teatrali dell’alterità - La zingara nello spettacolo italiano fra Cinque e Seicento

Antonia Liberto

Editorial: tab edizioni

  • 0
  • 0
  • 0

Sinopsis

Il volume esplora modi e forme dell’alterità zingaresca nello spettacolo della prima età moderna. Tra Cinque e Seicento la figura della zingara percorre l’immaginario artistico e culturale in maniera trasversale ed è materia per stampe, scritti in prosa, versi e musica, dipinti, incisioni, nonché per lo spettacolo dei dilettanti e dei professionisti. Analizzando fonti documentarie, drammaturgiche, iconografiche, di storia sociale, economica e giudiziaria, viene proposta un’inedita riflessione sulla rappresentazione della figura e sulle sue molteplici declinazioni.
Disponible desde: 16/01/2025.
Longitud de impresión: 444 páginas.

Otros libros que te pueden interesar

  • Le pervestite - cover

    Le pervestite

    Camilla Cederna

    • 0
    • 0
    • 0
    "Ecco una serie di pezzi scritti nel corso di dodici mesi, ecco una fetta della recente attualità italiana, una variegata baraonda fatta di balli, rapine, flirt più o meno principeschi, ribellioni di giovani, evasioni varie e viltà, moda, mode e modi nuovi, i problemi di oggi confrontati con quelli di ieri, un mucchio di cose bizzarre, molto da ridere, ma non tutto, ché ogni tanto vien da scuotere amaramente la testa davanti a tante frivolezze, goffaggini, cattivo gusto e volgarità".
    È il 1968 e, mentre in America Joan Didion raccoglie in Verso Betlemme i suoi interventi sulla California della controcultura, tra sogni ed eccessi, in Italia un'altra scrittrice e giornalista di enorme talento, Camilla Cederna, riunisce in Le pervestite le sue cronache sulla fine degli scatenati anni Sessanta nel Belpaese, tra banditi che sparano in strada, salotti d'alta borghesia, "figli dei fiori" e tensioni sociali sempre più forti. Un giornalismo, il suo, che sotto il velo di leggerezza mostra squisita cultura e impegno civile, con la tenace determinazione a guardare oltre i fatti e le apparenze per inserirli in un contesto politico e morale. "Tra l'antropologia e il pettegolezzo", come ricorda Irene Soave nella sua prefazione. "Parlare di un'epoca a partire dal suo 'lato debole' è stata sempre la cifra programmatica del lavoro di Cederna. Teorizzò sempre la mescolanza dell'indignazione con il sentimento, e della frivolezza con l'impegno". Per dipingere, partendo dagli aspetti di costume, il ritratto di un paese intero.
    Ver libro
  • Raffaello e le proporzioni geometriche - cover

    Raffaello e le proporzioni...

    AA. VV.

    • 0
    • 0
    • 0
    Sia Dante sia Raffaello si limitano a commemorare, tra gli scienziati, le figure di Talete, Pitagora, Euclide e Tolomeo. Pochi ma buoni, si potrebbe dire.
    Collana diretta da Piergiorgio Odifreddi
    Ver libro
  • L'arte che abbiamo attraversato - Fotogrammi di entusiasmo e avventure - cover

    L'arte che abbiamo attraversato...

    Anna Peyron

    • 0
    • 0
    • 0
    «Una fortunata coincidenza anagrafica la mia, che mi ha permesso di vivere a Torino quei vent'anni di entusiasmo e avventure.» Così comincia il racconto di Anna Peyron dei suoi anni Sessanta e Settanta in una città che vive in pieno il boom economico e in cui la scena artistica è estremamente vivace. A partire dalla galleria torinese di Gian Enzo Sperone, dove entrano Merz, Penone, Boetti, Paolini, Zorio, Gilardi, Anselmo, Pascali e molti altri, si compone una storia da cui emergono alcuni fotogrammi: la famiglia, la musica, il teatro, il cinema, i libri, le battaglie, il gioco, Londra, Venezia, l'Isola di Wight. Pezzi in soggettiva di un tempo affascinante e imprevedibile, sempre inseguendo il cambiamento e la bellezza, fino all'avventura del Deserto, un vivaio costruito come «una grande e meravigliosa astronave», come la definisce Pistoletto. Perché l'arte non si abbandona mai.
    Ver libro
  • La Cuort Ligia Grischa e la Lega Grigia - cover

    La Cuort Ligia Grischa e la Lega...

    Sandro Decurtins, Marc Antoni Nay

    • 0
    • 0
    • 0
    La Cuort Ligia Grischa di Trun è uno degli edifici storici più belli e suggestivi della Surselva. Da secoli l’imponente casa patrizia caratterizza il paese. Fu costruita negli anni 1674-1679 per conto del monastero di Disentis sulle fondamenta di vecchi edifici precedenti e fungeva da centro amministrativo dell’economia del monastero e da residenza estiva degli abati. Fu anche il luogo di incontro della Lega Grigia. Dopo la fine del Libero Stato delle Tre Leghe e il declino economico del monastero nel XIX secolo, la casa divenne proprietà privata prima di essere acquistata dalla Fondazione Cuort Ligia Grischa nel 1934 e trasformata in museo. Oltre alla storia oggi anche l’arte svolge un ruolo centrale nella Cuort Ligia Grischa. La mostra permanente comprende opere originali dei più famosi artisti di Trun: Alois Carigiet, Matias Spescha e Gieri Schmed.
    Ver libro
  • Taccuini - cover

    Taccuini

    Sonny Rollins

    • 0
    • 0
    • 0
    Nella storia della musica jazz, come Sonny Rollins non c'è mai stato nessuno. Leggenda vivente, già presente sulla scena sul finire de gli anni quaranta, quando il jazz si stava rin novando nel bebop, e all'apice della carriera a neanche trent'anni con l'album Saxophone Colossus del 1957, Rollins con ferrea disciplina ha continuato per oltre cinquant'anni a rinno varsi, sperimentare e «inventare» suoni mai sentiti prima, alternandoli a riflessioni teori che ed esistenziali. Di tutta questa esistenza, di tutta questa musica, i Taccuini, finora inediti, trattengono il lavoro mentale che c'è stato dietro: le riflessioni, i dubbi, le impressioni, le poesie, le improvvisazioni. 
    Compilati in modo discontinuo e apparentemente disordinato dal 1957 al 2010, i diari qui raccolti restituiscono invece un ritratto d'insieme di assoluta coerenza, in cui la pratica strumentale di Rollins viene più volte sviscerata e analizzata, con esempi che si affiancano a ragionamenti più ampi sulla teoria musicale. Lo stile di Rollins è immediato e sincero, talvolta oscuro, frutto di una mente vulcanica che si muove dalla cultura indù all'esoterismo, alla politica americana, dall'ecologismo all'anatomia umana. Il cuore pulsante però è sempre la musica, quella antica e quella dei suoi contemporanei, come Thelonious Monk o il «maestro» Miles Davis. 
    I Taccuini di Sonny Rollins non sono solo un prezioso vademecum per musicisti, ma la chiave per chiunque voglia entrare nel laboratorio di un pioniere dell'arte del Novecento, una figura per certi versi ancora misteriosa e sfuggente dopo oltre 60 album pubblicati, che ha lasciato un segno indelebile nella storia del jazz e della musica tutta. Il testamento artistico, politico e umano di uno dei più grandi sassofonisti di sempre.
    Ver libro
  • Andrea Mantegna e la prospettiva estesa - cover

    Andrea Mantegna e la prospettiva...

    AA. VV.

    • 0
    • 0
    • 0
    La stranezza del Cristo morto di Mantegna sta nel fatto che un corpo fotografato nella stessa posizione apparirebbe completamente diverso.
    Collana diretta da Piergiorgio Odifreddi
    Ver libro