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Gli azzardi del corpo - cover

Gli azzardi del corpo

María Ospina Pizano

Publisher: Edicola

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Summary

Ogni corpo è un racconto e nelle storie di María Ospina Pizano sono i corpi a narrare ciò che accade alle protagoniste che li abitano. Il corpo atletico di una ex guerrigliera impegnata a ricostruire la sua vita in città, i corpi morbidi e schivi delle signorine del collegio, il corpo divorato centimetro dopo centimetro dalle pulci, il corpo anziano di Mirla e quello rassicurante della sua estetista. È nei corpi di queste donne, e nelle relazioni che intrecciano tra loro, che hanno luogo la lotta, il cambiamento, la faticosa conquista di uno spazio, il forte desiderio di una comunità.
Sullo sfondo di una Bogotá caotica e attraversata da forti diseguaglianze sociali, la scrittrice colombiana - tradotta per la prima volta in Italia - sceglie nell’universo delle relazioni femminili quelle più asimmetriche e inusuali per raccontare sei storie di donne che cercano di salvarsi le une con le altre, il più delle volte fallendo. Una raffinata geografia degli affetti, autentica e spietata, dove la cura e il senso di protezione si alternano all’ossessione e al tradimento, e dove il corpo femminile rivendica, e trova, nuove forme e nuove circostanze per essere raccontato.

“Nessuna vita è circoscritta alle frontiere che desidera tracciare, né può operare secondo il fantasioso individualismo che proclamano i discorsi ufficiali. Una verità che le donne conoscono molto bene. Ed è per questo che ho voluto intrecciare in maniera sottile tutti i racconti, affinché il libro possa essere letto come una costellazione, dove le dimensioni e i personaggi sono connessi. Perché ogni narrazione, e non mi riferisco solo alle storie che leggiamo ma a tutto ciò che ci accade e che ci raccontiamo, si riversa in altre narrazioni ed è così che le vite si contaminano tra loro.”  María Ospina Pizano

"Perché sono proprio i corpi a raccontare, una dopo l'altra, vicende e percorsi profondamente intimi, consentendo inoltre alla storia recente di una nazione tormentata di affacciarsi da strappi e fessure del telone di fondo, quello di una Bogotà che l'autrice trasforma magistralmente in personaggio." Francesca Lazzarato, il manifesto

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